06/06/2021 06:00:00

Un anno (tragicomico) di sanità a Marsala/3. Il padiglione che non c'è e l'ospedale smembrato

 Ultima puntata della tragicomica cronostoria di un anno di sanità a Marsala. 

Un lavoro, molto interessante, realizzato dal cittadino Alessandro Pompei, e che abbiamo suddiviso in tre puntate (qui la prima, qui la seconda).

Un anno di sanità a Marsala, tra promesse, passerelle, bugie. Un anno a tratti tragicomico, in cui è stato calpestato il diritto alla salute dei cittadini. Dopo la prima puntata sull'idea San Biagio come Covid Hospital e le prime promesse di Grillo ecco che si materializza la beffa del padiglione Covid. Ma prima c'è la presa in giro dell'ospedale Paolo Borsellino che prima politici di ogni ordine assicurano non sarebbe diventato centro Covid, poi, ad elezioni finite ecco che l'ospedale di Marsala torna ad essere Covid. Negli ultimi mesi vengono fuori le carte con la conferma che quanto detto in precedenza da commissario dell'Asp e sindaco di Marsala erano bugie.

 

Marzo/Aprile 2021
La città di Marsala e l’intera Regione Sicilia entrano in una delle fasi più acute dell’ondata pandemica fino a subire le restrizioni dettate dalle zone rosse ed arancioni; nel frattempo entra nel vivo anche la campagna vaccinale (con non poche difficoltà organizzative specificatamente nella città di Marsala) sotto la guida del nuovo Governo Draghi e del nuovo Commissario Straordinario per l’Emergenza Covid Gen. Figliuolo.


Alle sofferenze delle restrizioni si aggiungono quelle derivanti da una riorganizzazione dei vari nosocomi all’interno dell’ASP di Trapani che vede coinvolte oltre a Marsala (il cui ospedale resta quasi totalmente inutilizzabile per qualunque patologia non-covid) anche le città di Trapani e Castelvetrano con progressiva ricollocazione di reparti e, parallelamente, criticità legate alle carenze di personale localizzate su determinati reparti con conseguenti sproporzioni tra pazienti e personale sanitario (che si riflettono con ulteriori disagi per le cure ospedaliere non-covid là dove tali criticità si verificano).

27 Aprile 2021
Il Sindaco di Marsala Massimo Grillo annuncia la conclusione della fase di approvazione del progetto esecutivo del Padiglione di Malattie Infettive dell’Ospedale di Marsala.
“Cari concittadini, essendo stata completata la progettazione esecutiva, la realizzazione del Padiglione per le Malattie infettive presso l'ospedale “Paolo Borsellino” procede verso il suo compimento.”.
Il commissario per l'emergenza Covid, Tuccio D’Urso, ha infatti stipulato il contratto relativo al primo stralcio dei lavori per la realizzazione dell’intero Pronto soccorso e sei posti di terapia sub intensiva (Obi). Questo primo stralcio impegna un importo pari a € 5.624.081,99”.

E con riferimento alle voci “fuori dal coro” sollevatesi negli ultimi mesi ponendo dubbi e richieste di chiarimento:
“In questi mesi, c’è chi ha provato a fare credere che il padiglione delle malattie infettive fosse una promessa senza alcun fondamento. Invece di riconoscerla come un’opera importantissima al servizio dell’intera comunità trapanese, hanno cercato di farla diventare l’ennesima occasione per suscitare polemiche sterili e dividere i marsalesi, e hanno avuto gioco facile a concentrare l’attenzione sui ritardi e sulla complessità dei lavori.”
“…vi allego il seguente link: https://potenziamentoreteospedaliera.sicilia.it/ . Cliccandoci si accede ad un sito dedicato al potenziamento della rete ospedaliera siciliana, nell'ambito del quale è possibile seguire lo stato dei lavori del padiglione malattie infettive in tempo reale. Da oggi potremo farlo insieme”.
Il Vice-Sindaco Paolo Ruggieri ribadisce la linea del Sindaco aggiungendo che “il tempo è galantuomo” lasciando intendere, neppure tanto velatamente, che qualunque critica o dubbio mosso nei confronti di tale opera era, di fatto, infondato.
In nessun annuncio si fa riferimento alla programmazione dell’intervento stesso.


Andando nel merito dei documenti riportati sul portale suggerito dallo stesso Sindaco, emergono, tuttavia, ulteriori dubbi:

- Il verbale di validazione del progetto esecutivo riporta il protocollo del 22 Aprile 2021 lasciando intendere che, effettivamente, il 3 dicembre 2020 non vi era alcun presupposto, anche normativo, per dichiarare l’avvio dei lavori.

- All’interno del suddetto verbale si parla di un’opera il cui costo complessivo è di circa € 18.500.000 e che, a causa di attuale indisponibilità dei fondi, si specifica l’ipotesi di un primo stralcio dell’opera dal costo complessivo di circa € 7.400.000

- Il contratto di appalto specifico con la Operes Srl riporta la data del 28 Aprile 2021, anche qui dando evidenza che nessun appalto era stato contrattualizzato nei mesi precedenti e che, conseguentemente, nessun cantiere poteva essere stato avviato

 

 

16.03.01 Contratto Di Appal... by La redazione Tp24

 

Lo stesso contratto riporta il riferimento dell’ODA 22/2020 (ossia lo stesso emesso in autunno dopo la gara del Commissario Arcuri nel quale si indicano i lavori per 16 posti letto complessivi e un importo presunto di circa 1,4 milioni di Euro), ma all’interno si legge uno scopo dei lavori che invece è coerente con il primo stralcio approvato e, in particolare, con l’importo di circa 7,4 milioni di Euro

Nel contratto si formalizza anche la durata dei lavori che viene fissata in 300 giorni naturali e consecutivi dalla consegna definitiva dei lavori con la clausola che tale scadenza può essere ulteriormente prorogata in caso di ritardo nella consegna delle Unità di Trattamento Aria (UTA).

Il contratto fa inoltre riferimento ad un cronoprogramma allegato che, tuttavia, non è presente nel portale.

Tutta la documentazione di cui sopra, resa pubblica sempre dal portale https://potenziamentoreteospedaliera.sicilia.it, passa (ancora oggi) sotto la pagina dal titolo “16.03.01. – Interventi per n.10 posti di terapia Intensiva [PL TI] e n.6 posti di terapia Subintensiva e potenziamento Pronto Soccorso” ossia esattamente sempre lo stesso intervento già previsto sin dal piano regionale del Luglio 2020 e contemplato nella gara nazionale del Commissario Arcuri (nulla di più e nulla di meno).

18 Maggio 2021
Da quanto si apprende dalla stampa locale (in tal caso nessun’altra comunicazione ufficiale è stata diffusa dalle istituzioni) sembra siano stati consegnati i lavori: ipotizzando che tale sia effettivamente la data riportata nel verbale di consegna e che non vi siano ritardi sulle consegne delle Unità di Trattamento Aria l’opera dovrebbe essere ultimata lunedì 14 Marzo 2022.

 

***

Questa la storia, lunga certamente, noiosa per il lettore molto probabilmente (chiedo venia), di un anno di sanità in questa estrema periferia di Sicilia e d’Italia: talmente tanto periferia, talmente lontana dal “Continente” da non essere neppure intaccata dai ciclici annunci sulla realizzazione del Ponte sullo Stretto…. siamo a 4/5 ore di automobile pure da Messina.
Certamente Pirandello o Sciascia avrebbero colto l’occasione per dare un altro saggio della loro arte e rendere questa vicenda molto più “amaramente avvincente”.


Questo è, a consuntivo, quello che abbiamo oggi, 2 Giugno, Festa della Repubblica, quanto ci viene restituito dalle Istituzioni della stessa Repubblica dopo un intero anno di rinunce e di sacrifici proprio in materia di Sanità Pubblica: un concetto astratto e bistrattato in questo lembo di terra, a uso e consumo degli interessi politici più svariati, che speravamo almeno la pandemia avesse finalmente posto al centro dell’attenzione con azioni concrete, immediate e risolutive.
Invece, dopo aver già subito la mortificazione di un’ASP commissariata in piena emergenza COVID (con risvolti che speriamo non siano ancora più torbidi e vergognosi di quanto non si prospettano) e aver ascoltato come i nostri defunti possono diventare un problema di “contabilità sanitaria” (e a fronte di tali conversazioni dobbiamo perfino assistere ai messaggi di “solidarietà” prima ancora che le scuse ai cittadini e, in particolar modo, ai familiari di quei defunti), siamo oggi a parlare di un’opera tanto annunciata quanto inesistente.


Ascoltiamo continuamente di un avvicendarsi di “richieste di “tavoli tecnici”, di “rassicurazioni verbali”, di “riunioni istituzionali”, “lettere di sollecito”, il consiglio comunale della mia città si barrica perfino in “seduta permanente”, ma gli appalti sono impietosi e per arrivare a compimento le uniche risposte che contano sono i documenti ufficiali, i soldi effettivamente disponibili, le scadenze: tutto il resto serve solo ad assecondare o indirizzare gli umori dei cittadini, non certo a muovere le ruspe.


Così, ancora oggi, restano irrisolti innumerevoli dubbi:
Quali evidenze abbiamo che i circa 6 milioni di euro che mancano allo stanziamento nazionale siano già effettivamente disponibili e riservati al nostro nosocomio per concludere almeno questo “primo stralcio” dell’opera? Da dove provengono? Con quali risorse? Con quali tempi?
Quali sono le certezze sulla disponibilità delle risorse per la completa realizzazione degli stralci successivi? (Mai dubbio fu più lecito per una città che ha visto diventare fruibile il proprio ospedale a decenni di distanza dall’annuncio di “fine lavori”)
Dove è il parere tecnico-economico, adeguatamente dettagliato, dello scorso autunno dove si evince che la ristrutturazione dell’ex Ospedale S. Biagio sarebbe effettivamente costato meno dei 18 milioni di Euro stimati per il nuovo padiglione?
Quale è il cronoprogramma dei lavori citato all’interno del contratto e quali penali sono ad esso associate?
Dove è e quale data riporta il verbale di consegna dei lavori?
Vista la criticità legata alla consegna delle Unità di Trattamento Aria dove è la conferma d’ordine con cui il fornitore delle UTA conferma l’impegno alla consegna (e, anche qui, le relative penali in caso di ritardo)?


I 300 giorni solari dalla consegna lavori coincidono con la piena fruibilità del primo stralcio dell’opera o occorrerà poi attendere il completamento delle opere impiantistiche, la piena disponibilità dei macchinari, i collaudi, il rilascio delle autorizzazioni da parte delle varie autorità competenti, l’assunzione (si spera non trasferimento) di personale sanitario/non sanitario dedicato alla nuova struttura?
Assodato che non ci sarà alcuna struttura dedicata COVID per il prossimo autunno/inverno quale piano è previsto per fronteggiare eventuali nuove emergenze covid (speriamo nessuna) qualora si verifichino? Con quali strutture? In quali città?
Quali sono i reparti dell’ospedale della città di Marsala che riprenderanno la piena operatività con relativo personale e macchinari? In che tempi? Con quale disponibilità di posti letto per cad. reparto?

Chiedere è lecito, rispondere è cortesia, ma in questo caso, tenuto conto che la politica locale ha già imboccato la corsia delle prossime elezioni regionali, rispondere subito sarebbe un dovere onde evitare di entrare nel turbine (di nuovo) della classica stagione delle promesse, dei ringraziamenti reciproci tra alleati politici e del ritorno a parlare a ciascun cittadino con “volontà di ascolto” (solo adesso che il “cittadino” è tornato magicamente ad essere “elettore”).

Sarebbe più che lecito in tutta questa narrazione capire anche il ruolo svolto da tutti gli altri esponenti politici teoricamente parte della cosiddetta “opposizione”: quanto è vero che la Sanità Pubblica è di competenza regionale tanto è lecito aspettarsi un’attenzione costante in primis degli stessi deputati regionali nei vari passaggi che si sono susseguiti nell’ultimo anno.
E’ invece assistiamo anche qui, esterrefatti, ad un’azione politica silente e inconsistente che porta per la prima volta gli onorevoli Gucciardi e Fava a Marsala solo a maggio 2021, lasciando più che un dubbio sia sul concreto risvolto della loro presenza (sono venuti….e quindi?) sia sul sospetto che anche qui si tratti di “testare il terreno” in vista delle prossime regionali.

 

 


Se è vero, come abbiamo ascoltato da più parti, che le istituzioni sono trasparenti come un “palazzo di vetro”, che dobbiamo essere “uniti per rinascere”, che vogliamo tornare al “rispetto dell’onorabilità delle istituzioni” questa è una delle tante occasioni concrete che in questa fase “costituente” si porranno davanti alla nostra classe dirigente per dimostrare di avere definitivamente svoltato: se non c’è l’intenzione di svoltare ditecelo, ma ditecelo adesso, in caso contrario tornate alle vostre vite private e ai vostri impegni familiari.

 

 


Lei, caro mio Sindaco Massimo Grillo, la prego, la smetta una volta per tutte di dire che chi avanza questi dubbi lo fa “per attacchi personali” , “per allontanare i cittadini dalle istituzioni”, perché “non sa cosa è un appalto integrato” o cosa vuol dire “attrarre investitori dal Qatar” perché la semplificazione dei problemi (pompata mai come oggi dall’uso dei social) sarà, probabilmente, funzionale ad attrarre consenso, ma non a trovare le soluzioni: ci renda partecipi della macchina pubblica nella sua totale verità, risulterà probabilmente noioso per molti cittadini/elettori, ma non è di influencer che abbiamo bisogno al governo…meno che mai oggi.
Oggi, se è vero che ci troviamo di fronte ad una fase di ricostruzione paragonabile solo all’ultimo dopoguerra, non possiamo permetterci neppure per un solo giorno un classe dirigente inefficace e vittima delle logiche legate alle strategie politiche di mantenimento/accrescimento del consenso o di apporre bandierine (di qualunque colore): oggi, esattamente come la generazione che ha ricostruito il Paese dopo la Seconda Guerra Mondiale, decidiamo quello di cui dovranno andare orgogliosi i nostri figli su cui andremo a dilazionare ogni singolo centesimo di ogni singolo appalto/servizio di cui loro saranno, in verità, i fruitori e, al tempo stesso, i finanziatori.
Non vi sarà alcuna “convenienza politica” che potrà sottrarvi dal darci queste risposte e per noi cittadini non ci sarà alcuna giustificazione per non continuare incessantemente a porre queste domande (in caso contrario saremo complici e altrettanto responsabili nei confronti delle generazioni future).

Carissimi Presidente Mattarella, Presidente Draghi, Ministro Speranza, se siete arrivati a leggere fin qui ricordateVi sempre che esiste davvero una Festa della Repubblica solo quando questa Repubblica ci dà motivo di festeggiare: purtroppo, come avete letto, questo estremo lembo di Sicilia oggi meriterebbe ben altro per festeggiare e, pur consapevoli che qui siamo lontani da qualsiasi discorso altisonante rivolto alla Nazione e, ancor di più, dal “comune sentire europeo”, Vi garantiamo che abbiamo tutta la voglia di sentirci sempre meno “periferia”.

 

 

Alessandro Pompei



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