Ecco i cambi dei parroci a Marsala, Mazara, Castelvetrano, Salemi e Vita
Cambi in alcune parrocchie della Diocesi di Mazara del Vallo. Ad annunciarli è stato il Vescovo, a margine della presentazione delle Linee guida del Piano pastorale 2021-2022. Don Vincenzo Greco e don Giuseppe Inglese sono stati nominati parroci in solidum dell’Unità pastorale Santo Padre delle Perriere-Maria Ss. Madre della Chiesa. Don Giacomo Putaggio sarà il nuovo parroco a San Francesco da Paola di Castelvetrano, e prende il posto di don Gioacchino Arena, trasferito a Vita. Don Putaggio sarà anche amministratore parrocchiale a Santa Lucia, dove rimane vicario padre Elkin Baròn Cuadrado. Don Salvatore Cipri è il nuovo parroco a Maria Ss. del Paradiso (contrada Pusillesi) a Salemi, mentre don Gaspare Tortorici guiderà le parrocchie di Marinella di Selinunte e Triscina. A Mazara del Vallo don Davide Chirco sarà il nuovo vicario parrocchiale presso l’Unità San Pietro-San Lorenzo-Santa Chiara, dove è parroco don Giacinto Leone. A Marsala, infine, don Antonio Civello è il nuovo rettore del Santuario Maria Ss. della Cava.
NUOVE LINEE DEL PIANO PASTORALE 2021-2022
Comunità parrocchiali più vicine alle fragilità del territorio che abitano. E poi il percorso catechistico ridotto da 5 a 4 anni, da concludersi con la contestuale celebrazione di Comunione e cresima e niente più padrini per i sacramenti. Sono queste alcune delle novità contenute nelle nuove Linee guida del Piano pastorale 2021-2022, illustrate ieri sera dal Vescovo monsignor Domenico Mogavero. «Un cammino sicuramente impegnativo, anche ma non solo, a motivo delle innovazioni non più rinviabili», ha detto monsignor Mogavero. Quattro gli appelli contenuti nelle Linee guida: la fragilità come dono, la testimonianza della carità, l’ascolto della Parola e il dono della grazia.
Il Vescovo ha ribadito che «le comunità parrocchiali sono chiamate a rivolgere uno sguardo attento e discreto alle fragilità del territorio che abitano, iniziato dalle famiglie ferite per farsi carico delle loro esigenze e per condividere il peso delle loro criticità, dedicando particolare attenzione ai figli che subiscono i contraccolpi delle crisi coniugali». Per Mogavero la testimonianza della carità significa «uscire da tanti luoghi comuni riconducibili alla logica dell’assistenzialismo: la logica della progettualità deve ispirare le nostre scelte pastorali». Il Vescovo ha puntato l’attenzione sul percorso catechistico: «quello attuale ha mostrato tutta la sua inefficacia per un vero cammino di crescita nella fede e verso la maturità della vita in Cristo». Da qui l’avvio di una nuova struttura e metodologia: catechismo ridotto da 5 a 4 anni, che si concluderà con la contestuale celebrazione della prima comunione e cresima. Un quinto anno, con carattere mistagogico, sarà offerto a tutti. «Bisogna investire nella preparazione dei nuovi catechisti – ha detto Mogavero – requisito necessario per
ricevere il mandato di catechista è la frequenza della Scuola diocesana di formazione teologica».
I genitori dei bambini e ragazzi che frequentano il catechismo dovranno seguire, anche loro, un cammino di crescita nella fede, con almeno un incontro mensile di catechesi. Per il Vescovo, altresì, è necessario il rilancio di percorsi di formazione alla vita di fede per gli adulti, con particolare attenzione a chi deve prepararsi al matrimonio. Un’ulteriore novità introdotta dalle Linee guida del Piano pastorale è l’abolizione ad experimentum per la durata di 3 anni, a partire dal 1° gennaio 2022, dei padrini per battesimi e cresime: «la funzione dei padrini come testimoni della fede nei due sacramenti è oramai svuotata di senso», ha detto Mogavero. Non per ultima la questione delle offerte per i sacramenti. Il Vescovo ha ripreso un testo della Congregazione per il clero: «Si tratta di un’offerta libera, non un prezzo da pagare o una tassa da esigere, come se si trattasse di una sorta di “imposta sui sacramenti”». Mogavero ha ribadito: «Questo indirizzo vincolante della Santa Sede diventerà esecutivo in Diocesi con apposito decreto».
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