Marsala, omicidio Loria. Si teme il suicidio in carcere per Tapu
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“Valutare l’opportunità di disporre il controllo a vista del detenuto Constantin Tapu”. E’ quanto ha chiesto l’avvocato Vincenzo Forti al direttore del carcere di Trapani.
“Dopo due colloqui col detenuto da me assistito e preso atto di quanto relazionato dalla Dr. Cinzia Puccia – scrive il legale nella pec inviata alla direzione della casa circondariale - La invito a valutare l’opportunità di disporre il controllo a vista del detenuto atteso l’alto rischio suicidio. Il detenuto manifesta deliri mistici accompagnati da gesti di autolesionismo colpendo il muro con la fronte e finendo ricoverato all’ospedale di Trapani per presunto trauma cranico”.
Il difensore conclude dicendosi “certo” della “comprensione” del direttore.
Constantin Tapu è uno dei tre romeni arrestati dalla polizia per l’omicidio del 28enne marsalese Luigi Loria, accoltellato nella notte tra il 7 e l’8 ottobre in via Curatolo e deceduto al Pronto soccorso dell’ospedale “Borsellino”. A sferrare i fendenti, al collo e allo sterno, è stato il 20enne Ion Nadoleanu, che nell’interrogatorio di garanzia davanti al gup Sara Quittino ha affermato di averlo fatto per tentare di fermare il pestaggio che stava subendo il Tapu ad opera del gruppo familiare dei Loria. Poche ore dopo i fatti, cinque furono i fermi eseguiti dalla polizia “nella quasi flagranza di reato”. Poi, tutti convalidati una decina di giorni fa. Il gip del Tribunale di Marsala Sara Quittino ha convalidato gli arresti dei quattro maggiorenni, mentre il gip Alessandra Puglisi del Tribunale per i minorenni di Palermo quello del ragazzo romeno di 16 anni, che dal carcere Malaspina è stato trasferito in una comunità individuata dal Centro di giustizia minorile. Rimangono, invece, in carcere, come chiesto dal pm Roberto Piscitello, i due romeni maggiorenni: Constantin Tapu e Ion Nadoleanu. “I Loria – ha dichiarato Nadoleanu – davano a Constantin calci in testa mentre era a terra”. Alla richiesta di confermare la custodia cautelare in carcere per i due si era associato anche l’avvocato difensore, Vincenzo Forti. “Ciò anche nell’interesse dei miei assistiti” ha spiegato il legale. Si temono, infatti, vendette. Le accuse a vario titolo contestate ai tre romeni sono rissa, omicidio volontario e porto abusivo di arma da taglio. Per il fratello e la sorella dell’ucciso, invece, accusati di rissa aggravata, il gip Quittino, dopo avere convalidato gli arresti, ha concesso i domiciliari al primo, Giuseppe Loria, di 26 anni, e rimesso in libertà Katia Loria, di 20, per la quale ha disposto l’obbligo di dimora a Marsala.
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