Selinunte, quella vasca di raccolta della fogna che scarica davanti l’incanto del pesce
Acqua di fogna di nuovo in spiaggia a Marinella di Selinunte. Era già successo durante la scorsa estate (ne abbiamo parlato qui), in un’altra spiaggetta libera poco distante. Stavolta i liquami hanno creato un solco nella sabbia proprio davanti l’incanto del pesce, finendo in mare.
Sono reflui che con ogni probabilità provengono dalla vasca delle acque bianche. Anche se il termine è puramente formale, visto che da diversi anni, anche la rete delle acque bianche ospita in realtà gli scarichi delle acque nere.
Sicuramente la pressione eccessiva delle ultime piogge ha riattivato lo sfioratore di piena della relativa vasca. Sfioratore, per altro, in pieno esercizio negli anni passati, in cui nessuno dei sindaci che si sono susseguiti ha mai pensato ad un divieto di balneazione, perché in teoria si tratterebbe di acque bianche. E poi, generalmente, le acque di sovrappieno hanno sempre avuto un flusso molto contenuto, che si è spesso mantenuto sotto la sabbia.
In ogni caso, vietare la balneazione avrebbe comportato un danno all’economia della borgata e forse anche al buon nome dell’incanto del pesce.
Inoltre, il mercato tra non molto potrà avere i propri bagni. Ma sabato scorso, il relativo scarico ha avuto bisogno di una piccola variante.
Sì, perché quando fu realizzato, diversi anni fa, anche quello era stato collegato alla rete delle acque bianche. Gli uffici tecnici hanno quindi disposto un bypass, per lo scarico nella rete delle acque nere.
Evidentemente in passato, la prassi era talmente consolidata che qualche allaccio abusivo è capitato perfino al comune. I bagni però, non essendo ancora completati, non avevano ancora prodotto reflui.
Per cui l’intervento di sabato mattina, in cui è stata cambiata la destinazione di scarico, sembra essere arrivato appena in tempo.
Come si diceva, da troppi anni non c’è più praticamente alcuna differenza tra le due reti, perché gli allacciamenti alle acque bianche (che invece dovrebbero essere principalmente meteoriche), sono diventati così tanti da far annunciare, già nel 2013, all’allora sindaco Errante che anche la rete delle acque bianche sarebbe stata convogliata al depuratore. Nel 2016, sempre Errante, aveva emesso un’ordinanza che obbligava i vigili urbani ad effettuare tutte le verifiche necessarie per individuare “eventuali allacci abusivi lungo il tracciato della condotta per acque bianche”.
Dopo i primi sopralluoghi, però l’operazione si fermò.
Oggi il vecchio depuratore di Marinella di Selinunte, progettato negli anni ’80 per 12 mila utenze, non ce la fa a depurare acque nere ed acque bianche, soprattutto in estate, quando la borgata arriva a 40 mila persone. Forse rimane soltanto da aspettare l’ampliamento del depuratore di Castelvetrano e la trasformazione di quello di Selinunte in una stazione di sollevamento.
Intanto se, come si dice, di notte tutte le vacche sono nere, nella borgata da troppo tempo tutte le acque sono nere.
Egidio Morici
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