30/11/2021 07:44:00

"C'è una bomba all'hotel Carmine". Il caso a Marsala 

 Da una delle pochissime cabine telefoniche pubbliche rimaste a Marsala, quella in via Trapani, il 14 luglio 2019 fu effettuata anonima al 113 da parte di uomo che annunciava la presenza di una bomba pronta ad esplodere dentro un trolley all’interno dell’hotel del Carmine, ma la notizia era infondata e adesso per lui il gip Francesco Parrinello ha firmato un decreto penale di condanna con cui gli infligge una multa di 1125 euro per procurato allarme all’autorità.

Protagonista della vicenda è un marsalese di 52 anni, M.E. L. E' è stato identificato perché circa tre mesi prima aveva già telefonato alla polizia, in quel caso qualificandosi, per lamentare alcuni problemi in piazza Carmine, nei pressi della quale abita.

La polizia, che registra le telefonate in entrata, lo ha individuato confrontando i due audio. E comunque, per fugare ogni eventuale dubbio, quando l'uomo venne convocato per l’elezione del domicilio (ed eventuale nomina difensore), primo atto formale con il quale l’autorità giudiziaria comunica ad un soggetto che è indagato, nell’ufficio venne nuovamente registrata, naturalmente a sua insaputa, la sua voce.

E dopo le comparazioni effettuate con le più sofisticate e moderne tecnologie, gli inquirenti giunsero alla conclusione che la voce dell’uomo che annunciava la presenza all’hotel Carmine di una bomba che in realtà non c’era, come immediatamente accertato dalla polizia dopo la telefonata anonima, era proprio quella dell’uomo che aveva telefonato in aprile, qualificandosi, per lamentare la presenza in piazza di qualche borsa abbandonata. Ma anche in questo caso gli agenti non avevano trovato nulla di rilevante. Inevitabile, quindi, a questo punto, la richiesta della Procura dell’applicazione di pena per il reato di procurato allarme presso l’autorità. Dopo la notifica del decreto, non ancora esecutivo, M.E.L. ha chiesto l’oblazione, e cioè di poter pagare e chiuderla lì, anche se non è detto che il giudice accolga la richiesta. Considerando, ad esempio, la pena pecuniaria troppo lieve, il giudice potrebbe, infatti, disporre il processo. In ogni caso, l’oblazione estingue il reato, ma non è tecnicamente equiparabile a una sentenza di assoluzione. Rimane da capire il motivo di quella telefonata.



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