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30/11/2021 06:00:00

 L'ipocrisia salverà il mondo

di Katia Regina - L'ipocrisia salverà il mondo? Si celebra quasi ogni giorno una giornata mondiale per qualcosa, per sensibilizzare quanti non partecipano mai a questi eventi e, se mai lo facessero, dubito che potrebbero cambiare atteggiamenti perché folgorati dall'evento. Insomma: noi ce la suoniamo e noi ce la cantiamo.

Il 10 dicembre sarà la volta della Giornata mondiale dei diritti umani.

Una data Istituita formalmente nel 1950 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, la Dichiarazione dei diritti umani è il testo più tradotto al mondo e la ricorrenza dovrebbe servire, attraverso le varie attività e manifestazioni, per educare le popolazioni alla conoscenza dei loro diritti.

Bisogna ammettere che l'Occidente si è molto impegnato nel compito di istruire le popolazioni alla conoscenza dei loro diritti, ad esempio in Afghanistan dove le lezioni si sono tenute per ben vent'anni. Sono diversi i paesi in cui l'Occidente evoluto (?) ha portato la buona novella dei diritti umani, con il risultato che ora queste popolazioni sanno che esistono questi diritti. Si rasenta il sadismo, a pensarci bene, perché, finite le lezioni, i milioni di scolaretti sono stati abbandonati  al loro destino che non contempla nessun rispetto dei diritti umani.

Intanto, il 10 dicembre si celebra la giornata mondiale dei diritti umani, una giornata solenne farcita di discorsi ad effetto. Non mi aspetto nessun colpo di scena ; nessun presidente chiederà scusa alle popolazioni che sono state abbandonate in mano ai dittatori dopo essere state istruite. Nessun presidente chiederà  scusa per i respingimenti alle popolazioni disperate che provano a scappare dal loro paese privo di diritti.

L'ipocrisia salverà il mondo, altro che la bellezza. O forse ne salverà solo una parte. Al di là della provocazione, basta guardare le relazioni sociali di ciascuno di noi: dal micro al macro l'ipocrisia è sotto gli occhi di tutti. E che  nessuno si senta escluso! Provate ad immaginare cosa potrebbe accadere se decidessimo una mattina di uscire di casa dicendo sempre e, in qualsiasi circostanza, ciò che pensiamo davvero. Provate ad immaginare cosa sarebbe successo se, durante l'incontro con Erdogan la presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, avesse detto cosa le passava per la testa vedendosi relegata in un divano a distanza. Provate ad immaginare cosa vorrebbero gridare in faccia ai politici italiani i genitori di Giulio Regeni. Siamo tutti costretti ad essere ipocriti per non avere problemi giudiziari, perché la verità la puoi dire solo se hai le prove. 

 A difesa dell'ipocrisia bisogna anche dire che non sempre puzza di falsità, esiste anche una forma che confina con la buona educazione, talvolta con il politicamente corretto, altre volte con la gentilezza d'animo di chi proprio non se la sente di ferire qualcuno spiattellando in faccia una verità  che non servirebbe a nessuno. In altre parole, l'ipocrisia non sempre è il contrario della verità, e quest'ultima dovrebbe farsene una ragione. Dal micro al macro, si diceva, sì, perché le nostre miserabili ipocrisie, nel bene o nel male, non provocano morti e distruzione, ma quando questa viene istituzionalizzata  nelle politiche mondiali gli effetti sono devastanti.

A questo punto propongo l'istituzione della Giornata Mondiale dell'ipocrisia.

Una giornata in cui tutti ci possiamo sentire davvero coinvolti, colpevoli... nel bene o nel male.

Consigli per la lettura: Elogio dell'Ipocrisia di Alessandro Piperno;

Lo Stato dell'Iposcrisa e l'ipocrisia di Stato di Alessandro Marini.



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