Lo sentite anche voi il fischio frenetico e intermittente? Proviene da Minneapolis, ma avvisa anche noi, le squadracce sono arrivate:
I cittadini si sono schierati per la giustizia Le loro voci risuonavano nella notte E c’erano impronte di sangue Dove avrebbe dovuto esserci pietà E due morti lasciati a morire su strade innevate Alex Pretti e Renee Good
questi alcuni versi di Bruce Springsteen che resteranno incisi per sempre, ma ascoltarli ora, mentre tutto accade, è straziante.
Gli abitanti di Minneapolis si sono organizzati in una rete di resistenza civile chiamataICE Watch. Attraverso chat criptate e sguardi d’intesa, hanno creato un linguaggio universale del soccorso. Il codice dei fischietti è una partitura della sopravvivenza: un suono lungo per l'avvistamento, due brevi per l'avvicinamento, e un fischiare frenetico e intermittente quando l'abuso è in corso. È l'urlo della fratellanza che si oppone alla forza bruta di un corpo di polizia, l'ICE, nato per la sicurezza dopo l'11 settembre, che Trump ha trasformato in una squadraccia d'assalto raccattando delinquenti della peggiore specie, a partire dai rivoltosi dell'assalto a Capitol Hill, prontamente graziati appena si è insediato.
Oh nostra Minneapolis, sento la tua voce Cantare attraverso la nebbia insanguinata Prenderemo posizione per questa terra E per lo straniero in mezzo a noi Qui nella nostra casa hanno ucciso e vagato Nell’inverno del ’26 Ricorderemo i nomi di coloro che sono morti Per le strade di Minneapolis
Mentre Minneapolis fischia per la libertà, a Roma si tace per calcolo. È imbarazzante osservare il silenzio di Giorgia Meloni. Come può dichiararsi amica e alleata di un presidente che viola ogni diritto umano, usando persino bambini di cinque anni come esche? La loro fede sembra fermarsi sulla soglia dell’opportunismo politico. Sbandierano valori religiosi per raccattare voti, ma restano muti quando quegli stessi valori vengono calpestati dal loro idolo d'oltreoceano. Questi populisti sono moralmente nudi di fronte a un cittadino che sfida un impero per difendere la vita del proprio vicino.
Morire per difendere il vicino di casa. Altro che Dio, Patria e Famiglia. Mentre in Italia una certa destra trasforma questo trinomio in un’arma d’esclusione, usandolo come paravento morale per giustificare l'indifferenza, a Minneapolis la realtà ha polverizzato la retorica. Lì, tra i viali del Minnesota, il concetto di prossimo ha smesso di essere un precetto domenicale per farsi scudo umano. Immaginate il silenzio teso di un quartiere all’alba, rotto improvvisamente da un suono acuto, lacerante. Non è un gioco, non è un richiamo sportivo: è il grido di una comunità che ha deciso di non essere complice. Quando quel fischio fende l’aria, il brivido che percorre la schiena dei residenti è lo stesso che dovrebbe scuotere le coscienze di tutto il mondo. È il segnale che i cacciatori sono arrivati.
Oggi, davanti a questa deriva autoritaria che sembra non conoscere argini, restano solo due strade per salvare ciò che resta della democrazia americana e, di riflesso, dell'Occidente. La prima è la via istituzionale: la Sezione 4 del
25° emendamento. Non è più solo una suggestione politica, ma una necessità di sicurezza nazionale. La Costituzione prevede la rimozione del Presidente qualora sia "incapace di esercitare i poteri e i doveri del suo ufficio", e su questo punto la comunità scientifica ha già rotto il muro del silenzio. Movimenti come "Duty to Warn" hanno raccolto le firme di migliaia di professionisti della salute mentale; il manifesto The Dangerous Case of Donald Trump, firmato da decine di eminenti psichiatri e psicologi, ha denunciato apertamente una "pericolosità pubblica" derivante da tratti di instabilità, narcisismo maligno e un solipsismo che gli impedisce di riconoscere l'altro come soggetto autonomo. Un uomo che gestisce la leadership globale attraverso l'impulsività e la negazione della realtà non è un leader, è un paziente che ha trasformato lo Studio Ovale nella stanza di un isolamento clinico, trascinando con sé il mondo intero.
La seconda possibilità, forse la più potente, è quella che abbiamo visto tra le strade di Minneapolis: una fratellanza estesa. La salvezza non arriverà da un salvatore solitario, ma dalla capacità degli americani di riscoprirsi comunità. Finché ci sarà qualcuno pronto a fare la spesa per il vicino segregato, finché ci saranno padri che scortano i figli degli altri a scuola, finché un fischietto saprà coprire il rumore degli stivali, la democrazia avrà ancora un battito.
Siamo davanti a un bivio della storia: o la tutela della Costituzione attraverso la scienza, o la legge morale del cuore. E se nessuna delle due opzioni fosse possibile, allora sarà meglio rimuovere ciò che è scritto sotto la Statua della Libertà:
“Datemi i vostri stanchi, i vostri poveri,le vostre masse infreddolite desiderose di respirare libere,i miseri rifiuti delle vostre coste affollate.Mandatemi loro, i senzatetto, gli scossi dalle tempeste,io sollevo la mia fiaccola accanto alla porta d’oro!”
Attraverso il ghiaccio e il freddo dell’inverno Lungo Nicollet Avenue Una città in fiamme ha combattuto fuoco e ghiaccio Sotto gli stivali di un occupante L’esercito privato di Re Trump del DHS Con le armi allacciate ai cappotti È venuto a Minneapolis per far rispettare la legge O almeno così raccontano la storia Contro fumo e proiettili di gomma Alle prime luci dell’alba I cittadini si sono schierati per la giustizia Le loro voci risuonavano nella notte E c’erano impronte di sangue Dove avrebbe dovuto esserci pietà E due morti lasciati a morire su strade innevate Alex Pretti e Renee Good
Oh nostra Minneapolis, sento la tua voce Cantare attraverso la nebbia insanguinata Prenderemo posizione per questa terra E per lo straniero in mezzo a noi Qui nella nostra casa hanno ucciso e vagato Nell’inverno del ’26 Ricorderemo i nomi di coloro che sono morti Per le strade di Minneapolis
I criminali federali di Trump lo hanno picchiato In faccia e sul petto Poi abbiamo sentito gli spari E Alex Pretti giaceva sulla neve, morto La loro accusa era di legittima difesa, signore Semplicemente non credete ai vostri occhi Sono il nostro sangue e le nostre ossa E questi fischietti e telefoni Contro le sporche bugie di Miller e Noem
Oh nostra Minneapolis, sento la tua voce Che piange attraverso la nebbia insanguinata Ricorderemo i nomi di coloro che sono morti Per le strade di Minneapolis
Ora dicono di essere qui per far rispettare la legge Ma calpestano i nostri diritti
Se la tua pelle è nera o marrone, amico mio Puoi essere interrogato o deportato a vista
Nei cori dell’ICE ora in circolazione Il cuore e l’anima della nostra città persistono Attraverso vetri rotti e lacrime di sangue Per le strade di Minneapolis
Oh nostra Minneapolis, sento la tua voce Cantare attraverso la nebbia insanguinata Qui nella nostra casa hanno ucciso e vagato Nell’inverno del ’26 Prenderemo posizione per questa terra E per lo straniero in mezzo a noi Ricorderemo i nomi di coloro che sono morti Per le strade di Minneapolis Ricorderemo i nomi di coloro che sono morti Per le strade di Minneapolis
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