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02/12/2021 06:00:00

Sicilia, carrozzone sanità/2. Quelli che preparavano la lista dei manager... 

 Ieri abbiamo iniziato ad approfondire il racconto che prende spunto dalla ‘relazione sulla sanità della commissione antimafia all’ars’. Oggi e nei prossimi giorni continueremo a raccontarvi altri pezzetti sullo stesso argomento.


LA LISTA DEI MANAGER DELLE ASP SICILIANE
–“Restiamo nel 2014 – prosegue durante un’altra audizione sulla Sanità siciliana in particolare il presidente della Commissione antimafia all’Ars, Claudio Fava –. Sempre dalle intercettazioni acquisite agli atti giudiziari tra Tutino e Sampieri, viene fuori che entrambi avevano preparato la lista dei nuovi manager della sanità. In effetti, molti dei nomi che i due fanno in queste telefonate intercettate finiranno realmente nell’elenco definitivo dei nominati. “Avevate percezione – chiede Fava – che una parte significativa di questi nomi era prefabbricata altrove da Tutino e da Sampieri?”.

A rispondere è nuovamente il responsabile della segreteria particolare dell’assessore Borsellino, Stefano Campo: “Io rimasi (…) rimasi sorpreso quando venni a conoscenza di queste intercettazioni telefoniche… Sulle nomine dei direttori generali ricordo che ci sono stati svariati incontri, ai quali io non ero presente, sia in Giunta sia tra il presidente (Crocetta n. d. a.) e l’assessore Borsellino. Onestamente non saprei se veramente si sono architettate queste figure alle spalle della dottoressa Borsellino e poi sono stati così bravi a convincere la Giunta a nominarli tutti così per come li avevano pensati loro. È una domanda a cui non saprei rispondere”.


MASSIMO RUSSO E GLI ‘INTERVENTI’ DI LUMIA – “Sempre a proposito di siffatto ‘cerchio magico’ e di questo probabile governo parallelo nella gestione della sanità siciliana, resta significativa traccia – si legge nelle pagine della relazione che raccontano alcune delle audizioni svolte dalla Commissione – degli interventi del senatore Giuseppe Lumia durante gli anni del governo Crocetta. Ce ne riferiscono persone particolarmente prossime – per funzione o per rapporti personali – a Lucia Borsellino: il suo predecessore Massimo Russo”.

Non la ‘tocca piano’ l’ex assessore alla Salute siciliano, ai tempi del presidente Raffaele Lombardo, Massimo Russo. “Siccome io detesto l’antimafia parolaia – ha dichiarato in Commissione – avendo fatto l’antimafia vera, quella dei processi e degli ergastoli, non delle chiacchiere ma delle indagini, dei processi e delle sentenze passate in giudicato… Anche il senatore Lumia credo che fosse una espressione di questo mondo, lo dico anche per aver vissuto con un Lumia che nessuno conosce. Una volta mi venne a trovare, adesso è morto, un ex deputato, Vito Li Causi. Venne a salutarmi e mi disse: “Massimo, ti devo presentare un bravissimo medico che ha fatto la domanda per il concorso a primario di Chirurgia”: Tutino. Ha un sacco di competenze, mi dice, master, eccetera”. Fisso l’appuntamento dicendogli: “guardi che io però non mi occupo di primariati”. L’impressione che ne trassi fu assolutamente negativa, tant’ è che poi dissi a Li Causi: “Ma chi mi porti?”.

“SENZA LA PROCURA DI PALERMO NON POSSIAMO GOVERNARE!” – Un altro passaggio della stessa audizione proietta bruttissime ombre sul modo di concepire la ‘cosa pubblica’ da parte di alcuni ‘paladini’ o pseudo tali dell’antimafia in salsa italica. “Un giorno – continua Russo – mi chiama il presidente Lombardo per una cosa che dovevamo affrontare in Giunta e poi mi dice: “guardi non esca perché c’è una persona che la vuole incontrare”. Era il senatore Lumia, che io conoscevo da tempo. Lumia mi disse: “Massimo, dobbiamo parlare di una cosa”, “Parliamo”, “Dobbiamo parlare della vicenda Tutino”, “Qual è la vicenda Tutino?”, “Tutino deve fare il primario”, “Come deve fare il primario? Che vuol dire? Intanto non lo nomino io il primario”, “Sì, al dirigente generale Di Rosa ci penso io. Ma Tutino deve fare il primario!”.

Quando vidi che era una cosa che lui sosteneva con determinazione, fui altrettanto determinato: “Tutino con me non farà il primario, intanto perché non me ne occupo e comunque non farà il primario!”. Alzò la voce: “Ma tu non lo capisci che noi senza la Procura di Palermo non possiamo governare!”, “Come non possiamo Governare?! Che vuol dire non possiamo governare?!”, “Non lo capisci chi lo vuole Tutino?!” Tirò fuori il telefonino e mi fece leggere un messaggio. Il messaggino riguardava Tutino e veniva da tale ‘Antonio’, mi disse che era Antonio Ingroia, che all’epoca era Procuratore aggiunto di Palermo. Io gli feci un buffetto sulla faccia, gli dissi una parola che non ripeto e me ne andai. Punto. Insomma, sapevo perfettamente quali erano le logiche, tant’è che io dissi poi a Lucia Borsellino: “Occhio! Si dice che Tutino sia il medico di Crocetta e ti faranno delle pressioni per farlo diventare primario”. E infatti divenne primario”.


Alessandro Accardo Palumbo
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