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14/01/2022 06:58:00

Marsala: chiesti dieci anni per lo zio che ha violentato la nipote minorenne

 Una pena esemplare, 10 anni di carcere, è stata invocata dal pm nel processo ad un 50enne marsalese, G.L.I., processato, in Tribunale, con l’accusa di avere violentato la nipote minorenne per circa sei anni.

I contestati abusi sarebbero stati consumati in un piccolo appartamento a pochi metri dall’ex Palazzo di giustizia e un edificio rustico di tre stanze in contrada Ventrischi.

La presunta vittima, figlia di una sorella dell’imputato, ha deciso di denunciare, rivolgendosi ai carabinieri, nel 2016. Adesso ha 26 anni.

Le violenze sessuali sarebbero iniziate quando ne aveva 12 e sarebbero andate avanti fino all’età di 17 anni. Il procedimento penale è scattato quando la vittima, qualche tempo dopo avere raggiunto la maggiore età, ha trovato la forza di confidarsi con la madre, raccontando quanto aveva dovuto subire e sopportare. E il 6 maggio 2017, in un “incidente probatorio”, la giovane ha ribadito le sue accuse davanti al gip Francesco Parrinello. Un anno fa, in aula sono state ascoltate due psicologhe, una consulente del pm e l’altra nominata dal gip per l’incidente probatorio. Entrambe hanno confermato quanto scritto nelle loro relazioni a proposito della capacità di testimoniare della giovane che sarebbe stata abusata. E che la ragazza “ha capacità di rendere testimonianza” lo aveva affermato, nel luglio 2017, la psicologa (Maria Cristina Passanante) nominata dal gip. L’imputato ha cercato di difendersi, parlando per quasi due ore e mezza, lo scorso giugno. Ha detto di essere innocente, che lui non ha abusato della nipote. Il 3 febbraio, l’arringa dell’avvocato difensore Chiara Bonafede.



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