La polemica di Orgoglio Castelvetranese sullo sportello antiviolenza di Castelvetrano
Non si fermano le polemiche sullo sportello antiviolenza Cotulevi di Castelvetrano. Dopo l’interrogazione del movimento di opposizione Obiettivo Città e le risposte del sindaco Alfano durante il consiglio comunale del 23 febbraio scorso (ne avevamo accennato qui), il Comitato Orgoglio Castelvetranese torna di nuovo sull’argomento con un post su facebook in cui fa una decina di osservazioni e domande come se fosse un soggetto politico di opposizione un po’ in ritardo nei tempi.
La nota, che può essere letta QUI, termina con l’augurio che “l’amministrazione senta il dovere di chiarire e di informare”.
Nell’attesa che questo avvenga, nonostante la vicenda sia stata già affrontata nel massimo consesso civico (forse percepito meno “massimo” rispetto ai social) proprio da una delle opposizioni più intransigenti, cerchiamo di fare un po’ di chiarezza su uno dei punti trattati nella nota del comitato, quello in cui viene scritto che “nel 2019, il giornalista Egidio Morici oltre all’evidenza pubblica per la concessione dei locali, oltre al rispetto delle regole ha correttamente evidenziato un probabile danno erariale”.
L’articolo cui si fa riferimento (lo potete leggere qui) è del 2019 e parla dello sportello antiviolenza fino a poco tempo fa gestito dall’associazione Palma Vitae. La parte di rilevanza è questa: “In un’intervista ad Itacanotizie, la dottoressa Agueli (presidente di Palma Vitae, ndr) ha detto chiaramente di rappresentare ‘un’associazione di volontari ai quali non si può chiedere di pagare l’affitto di una sede o mettersi sulle spalle delle utenze mensili’. E nonostante la consapevolezza che il comune sia in dissesto finanziario, ha aggiunto che la sua condizione è questa. Peccato però che le condizioni del comune siano diverse. E, se venissero cambiate in favore della dottoressa, costituirebbero un danno erariale, proprio a causa dello stato di default in cui l’ente si trova”.
Per quello che ne sappiamo (anche noi attendiamo le risposte dell’amministrazione), le cose oggi sarebbero molto diverse. Questo protocollo di convenzione tra il comune e l’associazione Cotulevi, in cui non è previsto il pagamento di un affitto dei locali (anzi, del locale, si tratterebbe soltanto di una stanza al piano terra del palazzo “ex Eca”), avrebbe avuto infatti l’approvazione da parte del ministero degli Interni.
Che è lo stesso ministero che ha la sorveglianza sul dissesto finanziario del comune.
Soprattutto perché lo sportello fornirebbe alla collettività un servizio fondamentale contro la violenza sulle donne.
Ad ogni modo, da parte di partiti, movimenti e comitati, forse a Castelvetrano non era mai successo che ci si concentrasse così tanto sull’assegnazione di una stanza ad un’associazione che opera in modo totalmente gratuito, basandosi sull’esclusivo apporto del volontariato.
Se in passato ci fosse stata la stessa attenzione su quello che succedeva negli appalti pubblici o sui contributi elargiti ad associazioni porta voti, forse il comune non sarebbe stato commissariato.
Egidio Morici
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