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10/05/2022 06:00:00

Le dichiarazioni di Gianfranco Micciché, le reazioni e gli equilibri saltati in Forza Italia

 Gli equilibri interni a Forza Italia, e a tutto il centrodestra, si complicano a vista d’occhio. Le dichiarazioni di Gianfranco Miccichè, coordinatore regionale azzurro, creano malumori, dalle pagine de La Stampa ha prima attaccato il presidente della regione, Nello Musumeci, chiamandolo “fascista”, poi fa traballare la coalizioni.

Ha prontamente corretto il tiro, sostenendo che il giornalista ha travisato le sue dichiarazioni, ma il danno è stato fatto, i suoi colleghi di partito, gli ortodossi, che non si sono mai allineati alla sua posizioni, ne chiedono la testa: non è idoneo, dicono, ad esercitare un ruolo così importante anche in vista delle elezioni regionali.

Ha preso posizione Marco Falcone, attuale assessore regionale e forzista:E’ inammissibile vedere il commissario di Forza Italia in Sicilia non solo accostato a una pioggia di insulti agli alleati, con giudizi maldestri e offensivi motivati dalla semplice appartenenza geografica alla provincia di Catania, ma addirittura scadere in un indecente turpiloquio”.

Le dichiarazioni di Miccichè davano del fascista non solo a Musumeci ma anche a Giorgia Meloni e Ignazio La Russa, poi la smentita:Ho inviato un messaggio al presidente Nello Musumeci e alle altre personalità citate in questa intervista garantendo loro di non avere mai usato questi toni nei loro confronti, né fatto queste affermazioni. Il fatto che io non consideri Musumeci il miglior candidato è un conto, ma questi toni non mi appartengono e non mi sarei mai permesso di utilizzarli”.

Dichiarazione che la Russa accoglie a metà chiedendo comunque un incontro per un chiarimento politico:Accolgo di buon grado la completa smentita di Gianfranco Micciche' che mi ha telefonato per scusarsi di dichiarazioni che il quotidiano La Stampa gli attribuisce, in cui come disperata arma finale, attacca Musumeci, me e addirittura Giorgia Meloni con la vetusta accusa di fascismo tanto cara alla estrema sinistra orfana del comunismo. Sono certo che Gianfranco è stato travisato, infatti nessun esponente politico cosciente e non disturbato potrebbe sottoscrivere quel testo contrario ad ogni logica umana e politica. L'articolo impone però un pronto chiarimento politico".

A chiedere il passo indietro di Miccichè da presidente dell’ARS è Gaetano Armao: “Il Presidente dell'Assemblea é incompatibile con il ruolo che svolge, che impone sobrietà, equilibrio e senso delle Istituzioni, l'ho detto e continuerò a dirlo in ogni sede, e questo nell'interesse della Sicilia e dei siciliani. Quel che accade oggi determina un punto di non ritorno”. Dichiarazioni che si rincorrono mentre a Palermo si chiudono le liste per le amministrative, e all’ARS si fa la maratona per l’approvazione della finanziaria.



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