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17/10/2022 06:00:00

Domenica di fango e polemiche a Trapani. Tranchida contestato 

 Una domenica dai nervi tesi. Tra il fango e le polemiche. E' quella che ha passato Trapani. 

Ieri mattina, in un clima di forte tensione, si è svolto il consiglio comunale aperto che era stato chiesto per discutere dei recenti nubifragi che hanno compromesso diverse attività commerciali e creato molte polemiche in città, dato che Trapani, di fatto, si è trovata quattro volte allagata nel giro di venti giorni.

Ma le scene, drammatiche, dei nubifragi, sono state superate di gran lunga da quello che è accaduto giovedì, alla periferia di Trapani. Lì, nella frazione di Salinagrane, che adesso appartiene al nuovo Comune di Misiliscemi, è esondato il torrente Verderame, con un colata di acqua e fango che ha invaso case e attività commerciali, e solo per miracolo non ha causato morti.

Su Tp24 da giovedì abbiamo raccontato tutto quello che è accaduto. L'alluvione, gli interventi della Protezione Civile, le famiglie salvate con l'elicottero, le prime polemiche, fino alla visita istituzionale del nuovo presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, sui luoghi del disastro.

E ieri abbiamo raccontato la giornata del consiglio comunale aperto, caratterizzata da un "diversivo", se vogliamo chiamarlo così, del Sindaco Tranchida, che ha invitato le persone ad andare a spalare con lui il fango a Salinagrande, anziché partecipare ai lavori di un consiglio aperto dove gli interventi sarebbero stati in gran parte contro di lui. 

La scelta del Sindaco, che ha fatto una partecipazione flash ai lavori, per poi andare via, ha aumentato ulteriormente le polemiche, con tante urla alla sua uscita dall'aula, alle 11 e 30, avvenuta con la scorta delle forze dell'ordine. Sceso dall'aula consiliare, è stato contestato da alcuni cittadini.

Trapani, il sindaco Tranchida contestato dai cittadini. Se na va scortato dalla polizia from Tp24 on Vimeo.

Ha cercato di seguire i lavori anche la consigliera di Erice, Simona Mannina. Ecco il suo resoconto:

"Oggi ho assistito a qualcosa di sconcertante... Arrivo in consiglio comunale di Trapani, straordinario e aperto alla cittadinanza, intorno alle ore 10.15. C'era fila per entrare, perché la polizia chiedeva il documento di riconoscimento a tutti quelli che volevano entrare, segnando in un foglio i dati personali dei cittadini per questioni di pubblica sicurezza. Ma perché chi vuole partecipare ad un consiglio aperto alla cittadinanza è persona pericolosa o sospetta? Chi lo stabilisce? Ovviamente mi rifiuto di esibire il mio documento senza valida giustificazione, e come la legge mi impone fornisco solo il mio nome e cognome, alla richiesta di spiegazioni mi dicono, li vuole la DIGOS...addirittura? E perché? Ma andiamo avanti...
Gli agenti ci dicono "numero massimo raggiunto, nessuno può entrare, 44 è il numero massimo" chiedo, a questo punto, di fornirmi un documento che attesti che per questioni di stabilità dell'immobile possono entrare solo 44 persone...alla faccia della partecipazione dei cittadini...non mi forniscono i documenti.
Ovviamente di questo e di altro chiederò gli opportuni approfondimenti!
Riesco finalmente ad entrare alle 11, ascolto l'intervento della consigliera Garuccio, del presidente del comitato "no al sottopasso".
Interventi puntuali e precisi.
Parola al sindaco "è colpa di Erice, è colpa delle passate amministrazioni...".
Alle 11.30 va via tra le forti contestazioni dei presenti, alcuni anche di Salinagrande chiedendo dove fosse i giorni scorsi e perché non risponde alle PEC dei legali delle famiglie coinvolte.
Litigi tra alcuni consiglieri di maggioranza e di opposizione, con alcuni che hanno utilizzato dei toni veramente pesanti ed offensivi. 

 

 Le polemiche non si sono placate neanche quando Tranchida si è fatto immortalare al lavoro con gli stivali, invitando i concittadini a raggiungerlo.

  

Qui alcune interviste realizzate dalla nostra redazione a Giuseppe Guaiana, presidente del consiglio comunale, la consigliera Anna Garuccio, la consigliera Francesca Trapani, Tore Fileccia.

 

 

A Salinagrande si continua a spalare fango. Tra le organizzazioni in campo anche gli "Angeli del Soccorso". Ecco alcune immagini.

 

 

Trenta minori stranieri del progetto FAMI Together delle strutture di primissima accoglienza “Mappamondo” di via Bellini, a Trapani, e “Care” di Salinagrande hanno preso parte all’iniziativa solidale promossa dal Comune di Trapani in favore delle famiglie di Salinagrande colpite dall’alluvione di giovedì scorso. Con indosso stivali di gomma e attrezzati di pale e tanta buona volontà, i trenta giovani immigrati, sotto la guida degli operatori della cooperativa sociale Badia Grande che gestisce i centri di accoglienza, hanno dato un aiuto concreto per rimuovere il fango che ha invaso case, giardini e strade, trasportato all’esterno gli oggetti danneggiati, mobili, divani e raccolto i rifiuti che con la forza dell’acqua erano stati trasportati ovunque. In particolare il loro intervento si è concentrato in quattro abitazioni ubicate sotto il ponte che attraversa la frazione. “I ragazzi hanno compreso l’importanza del gesto di solidarietà che stavano facendo e si sono impegnati tantissimo- dice la referente del progetto Francesca Tallamona- Del resto, alcuni di loro hanno vissuto in prima persona l’alluvione dei giorni scorsi che ha comportato l’evacuazione, in elicottero e con i gommoni, dalla struttura che li aveva accolti dopo essere sbarcati in Italia. Passato lo spavento, hanno voluto fare qualcosa per il Paese che ha dato loro ospitalità. Le famiglie di Salinagrande- prosegue Tallamona- che hanno visto questi giovani immigrati sbracciarsi per loro, spalare il fango, spingere all’esterno lavatrici e poltrone danneggiate, trasportare sacchi colmi di spazzatura, sono rimaste olpite da questo gesto e li hanno affettuosamente ringraziati”.

I beneficiari dei progetti di accoglienza gestiti dalla cooperativa sociale Badia Grande non sono nuovi ad iniziative solidali nei confronti delle persone bisognose. “E’ proprio in situazioni di emergenza come questa che si capisce maggiormente il valore della solidarietà fraterna, a prescindere dal colore della pelle e della religione- conclude Francesca Tallamona- Il gesto di oggi contribuirà ulteriormente ad abbattere le barriere del pregiudizio avviando un percorso di integrazione più che mai concreto con il territorio. Di questo noi operatori del sociale siamo veramente felici, perché solo capendo che siamo tutti uguali e tutti potenzialmente fragili possiamo aiutarci gli uni con gli altri e trovare insieme la forza di superare gli ostacoli”

 

 

E' partita anche una campagna per aiutare la popolazione. “Ci sono famiglie che hanno perso davvero tutto – dice il parroco don Emanuel Mancuso –. Oltre al lavoro manuale per rimuovere acqua e fango dagli edifici che stanno facendo ammirevolmente tanti volontari, è importante anche un aiuto economico. Le somme ricevute saranno utilizzate per l'acquisto di beni di prima necessità (cibo, farmaci, vestiti, materiale scolastico, ecc.) secondo le esigenze che la protezione civile riscontra nel territorio”. Chiunque volesse può fare un bonifico al seguente conto corrente bancario intestato alla Parrocchia. Intestazione: Parrocchia S. Giuseppe Strada Solfarello 2 Palma – Iban: IT76 J030 6909 6061 0000 0017 566 – Causale: Donazione in favore delle famiglie di Salinagrande colpite da esondazione Verderame. L'iniziativa è della parrocchia di San Giuseppe a Salinagrande.



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