Quanto costa Sanremo, quanto ci guadagnano la Rai, Amadeus e ...
Il budget messo a disposizione per l’edizione 2023 del Festival è inferiore ai 17 milioni stanziati l’anno scorso. Di questi: 350 mila spettano ad Amadeus. Gianni Morandi, che lo affianca, dovrebbe riceverne 300mila.
E poi ci sono le quattro co-conduttrici, Chiara Ferragni (prima e quinta serata), Francesca Fagnani (seconda serata), Paola Egonu (terza serata) e Chiara Francini (quarta serata). Loro riceveranno un compenso da 25 mila euro a serata a testa. La Ferragni ha già devoluto l’intero cachet all’associazione D.i.Re, Donne in rete contro la violenza.
I 28 cantanti verranno ricompensati con 48mila euro, a titolo di rimborso spese. Il Festival di Sanremo genera 60 milioni di euro di ricavi complessivi: 18,4 milioni di euro sono legati all’impatto delle attività del Festival sul territorio, il resto è riconducibile alla raccolta pubblicitaria. Réclames che lo scorso anno hanno portato nelle casse di mamma Rai 42 milioni di euro, cifra che quest’anno dovrebbe crescere del 9%.
Mattarella a Sanremo
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è andato ad assistere alla serata inaugurale del Festival di Sanremo. Nel foyer del teatro dell’Ariston si è creato un certo fermento quando è apparso «un camerino d’appoggio» apposta per lui. Quando Amadeus ha annunciato la sua presenza, dalla platea è partita una standing ovation. Il Capo dello Stato ha assistito allo spettacolo da un palchetto assieme alla figlia Laura. Il Capo dello Stato ha cantato l’Inno di Mameli. Si è commosso quando Roberto Benigni, nel suo monologo per i 75 anni della Costituzione, ha ricordato il padre Bernardo. «I padri costituenti che hanno scritto la nostra Costituzione bellissima, la più bella del mondo, erano divisi in tutto e su tutto» ha detto Benigni. «Ma erano uniti su una cosa: scrivere tutti insieme principi e regole della nostra nuova meravigliosa Costituzione. Fra quei padri costituenti uno si chiamava Bernardo Mattarella: proprio il padre del nostro presidente...». E poi: «Lei e la Costituzione avete avuto lo stesso padre. Possiamo dire che è sua sorella».
Spiega Dagospia: «Mattarella a Sanremo è un segnale politico importantissimo. Non solo perché sarà la prima volta di un Presidente della Repubblica nella storia del Festival. Ma perché avviene in un contesto politico che vede Giorgia Meloni pronta per quella che lei chiama “la madre di tutte le riforme”: quel presidenzialismo che cambierà funzioni e modalità di elezione del presidente della Repubblica. Mentre la Lega grida vittoria sul disegno di legge sull’autonomia differenziata che polverizzerà ancor di più l’uguaglianza tra le regioni italiane. Due riforme che sono viste da Mattarella come sabbia negli occhi. Di più: un pericoloso sabotaggio alla Carta Costituzionale della nostra Repubblica da respingere in tutti i modi, ad ogni costo […] Qui entra in ballo l’astuzia di Carlo Fuortes. L’amministratore delegato della Rai che da tre mesi si barcamena tra i marosi di un governo Meloni famelico di sfancularlo e di melonizzare l’emittente di Stato, ha avuto la brillante idea di proporre alla Mummia Sicula una poltrona al teatro Ariston […] Benigni che declama la Costituzione alla presenza di Mattarella, in apertura della messa cantata per antonomasia di questo disgraziato paese a forma di stivale: cosa c’è di più forte e significativo come “no” alle fregole autonomiste di Salvini e alle smanie presidenzialiste della Meloni? […] Dall’altra Fuortes fa bingo: con il debutto a Sanremo, Sergione manda un messaggio a Casa Meloni: l’ad Rai, nominato da Draghi, sta facendo bene il suo lavoro e deve restare in sella fino alla scadenza del mandato, 2024.
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