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22/03/2023 00:00:00

Santa Ninfa, il consiglio comunale approva il bilancio di previsione

Il Comune di Santa Ninfa primo in provincia e tra i primissimi in Sicilia ad approvare il bilancio di previsione. Il Consiglio comunale ha infatti detto «sì», nella seduta di venerdì sera, allo schema contabile proposto dalla Giunta. Sei i voti favorevoli (quelli della maggioranza; erano assenti Caraccia e Di Leonardo), mentre i tre consiglieri di minoranza presenti (Truglio, Catalano e Graziella Biondo) si sono astenuti. Ad evidenziare il nuovo primato, il sindaco Giuseppe Lombardino, che ha sottolineato la capacità di programmazione dell'amministrazione e la collaborazione fattiva degli uffici, a partire da quelli finanziari retti dalla dirigente Mimma Mauro.

Prima del voto finale sullo strumento finanziario, l'aula ha anche approvato il Dup, il documento di programmazione che indica gli indirizzi strategici ed operativi per l'anno in corso. Anche in questo caso, sei sono stati i favorevoli e tre gli astenuti. Ossia i consiglieri di minoranza presenti. Che, per bocca di Lorenzo Truglio, hanno motivato l'astensione precisando che, essendo il consesso civico in scadenza, sarà eventualmente la prossima assise rinnovata dal voto di maggio ad intervenire con le modifiche che riterrà opportune. Lombardino ha preso atto della posizione dell'opposizione e ha sottolineato il senso di responsabilità che ha contraddistinto in questi anni la minoranza consiliare. Il presidente del Consiglio comunale, Carlo Ferreri, dal canto suo ha ribadito il ruolo proficuo delle forze di maggioranza nella stesura del bilancio.

Ad esporre i dati dello strumento contabile è stata la dirigente del settore finanziario dell'ente, Mimma Mauro. Un bilancio che, pur prevedendo una cospicua somma accantonata prudenzialmente a copertura dei crediti di dubbia esigibilità (462.310 euro) e della soccombenza nei contenziosi legali (nel complesso 51.484 euro), garantisce copertura a tutte le spese obbligatorie e a quelle per i servizi ai cittadini.

Per ciò che concerne le entrate, il Comune conta di incassare 800mila euro dall'Imu; 200mila dall'addizionale Irpef; quasi 798mila dalla Tari (la tassa sui rifiuti); mentre poco più di due milioni e 800mila euro costituiscono i trasferimenti da parte dello Stato e della Regione. Dai canoni di locazione l'ente prevede di incamerare poco più di 100mila euro (per la precisione 100.600). Per quanto riguarda le spese, quelle per il personale sono di poco superiori ai due milioni di euro; per l'acquisto di beni e servizi sono previsti 2.323.141 euro; lo smaltimento dei rifiuti costerà quasi 800mila euro (costo che viene recuperato tramite la Tari). Per quel che riguarda le cosiddette «spese di investimento», sono previsti oltre 10 milioni di euro, con diversi interventi di adeguamento delle scuole cittadine.

L'assemblea ha poi approvato, all'unanimità, le aliquote Imu per il 2023 (rimaste invariate) e la delibera che fissa l'importo dei canoni di affitto e il prezzo di vendita per le aree e gli opifici di proprietà comunale destinate alle attività produttive e terziarie. Via libera unanime, infine, anche a due debiti fuori bilancio e all'adesione alla Fondazione «Rete museale e naturale belicina». (Nella foto d'archivio, una seduta del Consiglio comunale)



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