Trapani, dopo le elezioni si infiamma il caso Turano
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Il caso Mimmo Turano non esiste, chi lo agita, chi lo grida, chi lo pretende cerca, invano, di spostare l’attenzione su una faccenda che può sembrare ovvia e ne cela altre di grande fallimento.
Alla prima conferenza stampa, dell’allora candidato sindaco Maurizio Miceli, l’assessore regionale Turano lo disse chiaro: io sono qui, sono uomo di centrodestra ma ci sono io, i miei amici hanno fatto scelte diverse e io non posso bacchettarli. Insomma, le parole erano chiare quanto i fatti, forse Miceli e tutti gli altri del centrodestra non ci credevano, e gli altri, delle altre fazioni elettorali, abbracciavano la speranza che alla fine ci fosse un ripensamento. E invece quelle parole rimasero cristalline, gli ex amici ( così si definiscono loro) di Turano rimasero ancorati al progetto di Giacomo Tranchida, la lista ha raggiunto il 9% e sicuramente ha consentito al sindaco di tornare ad amministrare. Quanta sia vera la lite o il distacco tra Turano e Fabio Bongiovanni non si saprà mai, in questa provincia sono tante in politica le finte litigate che nascondono e proteggono altri equilibri.
Ma il caso Turano non esiste perché se bisogna fare i conti sui numeri e sugli eventuali appoggi allora lì casca anche Forza Italia, il coordinatore provinciale ha messo su la lista grazie agli amici di STOP, hanno appena raggiunto il 3 virgola qualcosa, non eleggendo nessuno in consiglio comunale.
In questo centrodestra reggono bene le liste di Fratelli d’Italia, dell’MPA e la lista civica di Giuseppe Guaiana, Amo Trapani.
La questione regionale, di un eventuale rimpasto, sarà il prossimo passo del presidente Renato Schifani, a ballottaggi finiti, ma c’è già chi blinda Turano, non solo la Lega ma anche la Dc di Cuffaro e gli stessi autonomisti. L’assessore Roberto Di Mauro lo ha dichiarato qualche giorno fa in una intervista al Gds: “Non c’è mai stata una riunione di maggioranza per discutere il caso Turano e delle sue eventuali conseguenze. Se il presidente vuole valutare l’operato di Turano c’è un motivo politico mentre per altre operazioni non vedo motivi, a meno che non si dica che gli assessori sono incapaci”.
E se a rimpasto si andrà, a chiedere la testa di Turano è Fratelli d’Italia, i meloniani blindano i propri assessori, Elena Pagana, Francesco Scarpinato, Elvira Amata.
Il caso richiederebbe una riunione di maggioranza che al momento non è stata fissata.
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