Dopo il voto a Trapani la poltrona di Turano è sempre più a rischio
Dopo il voto a Trapani la poltrona di Mimmo Turano è sempre più a rischio. L'assessore leghista del centrodestra, infatti, ha candidato i suoi, a Trapani, non con il candidato della coalizione, Maurizio Miceli, ma con l'avversario, il Sindaco uscente Giacomo Tranchida, diventando determinante per la rielezione di quest'ultimo. Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha detto chiaramente che dopo il ballottaggio (tra quindici giorni) che coinvolge alcuni Comuni siciliani, darà il benservito a Turano.
"Io non amo farmi condizionare dagli alleati che stimo e rispetto, ma fino a quando ci sarà la campagna elettorale in corso non mi occuperò di questi aspetti, perché sono sempre stato convinto che quando si vota occorre pensare alla ricerca del consenso e non ad altro", spiega in una intervista esclusiva all'Adnkronos il Presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, all'indomani delle elezioni.
"Dopo di che, è evidente che questa vicenda verrà discussa e affrontata dal sottoscritto, unitamente ad altri aspetti relativi al check che mi ero predisposto di realizzare nell'interesse dello stato di salute della coalizione, che - vorrei ricordare- è ottimo. Dopo questa tornata elettorale la coalizione esce rafforzata, portatrice di uno stato di salute ottimo nel governo, dove non ho mai avuto momenti di tensione con nessuna forza politica. Anzi, devo ringraziare sia i leader che gli assessori per il grande senso di responsabilità che li ha portati a impegnarsi per questa azione di governo".
Schifani non nasconde la sua amarezza per l'esito a Trapani, dove la lista del suo assessore leghista Turano, in appoggio al sindaco di centrosinistra, ha avuto un ottimo risultato. "Così come sono rimasto estremamente contento e soddisfatto della unità raggiunta a Catania, quasi per compensare questa mia gioia è arrivata la difficoltà a Trapani, dove ho sperato fino all'ultimo che si potesse raggiungere una normale e fisiologica coesione dell'alleanza - spiega Schifani - Mi sono speso anche lì, in forma riservata, ma qualche cenno l'ho fatto anche in giunta a porte chiuse. Spesso mi capita di parlare con i colleghi assessori a porte chiuse, senza i funzionari addetti. Ci ho sperato, ma mi sono reso conto che la situazione era difficilmente recuperabile, anche perché ho trovato una situazione poco propensa alla rivisitazione di una scelta. E purtroppo è successo il peggio del peggio, cioè che la lista della Lega ha ottenuto quei consensi che, se si fosse schierata nel suo alveo naturale, avrebbero consentito al candidato Miceli di vincere agevolmente. Maurizio Miceli si è rivelato un ottimo candidato. Il centrodestra e Fdi avevano individuato una ottima candidatura".
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