Alcamo, sabato 2 dicembre il convegno Di Terre, di Mari di Cieli
Sabato 2 dicembre all’auditorium del Collegio dei Gesuiti ad Alcamo si terrà
il convegno dal titolo “Di Terre, di Mari di Cieli”, a cura dell’associazione di promozione sociale “Mediterranea Saving Humans”, nata dall'indignazione nei confronti delle migliaia di morti nel Mediterraneo.
Mediterranea è presente in circa 40 territori Italiani, in Europa e negli Stati Uniti e grazie ai suoi “Equipaggi in mare” ed “equipaggi di terra” va incontro alle persone migranti lungo le loro rotte, per svolgere una missione di speranza, di rispetto dei diritti e della dignità umana.
Al convegno saranno presenti l’armatore Alessandro Metz, lo scrittore Ibrahima Lo, autore del libro “Pane e acqua” (dal Senegal all’Italia passando per la Libia), ed infine ci sarà la performance di Dario Muratore su “Tripolis” (ricordi reali di una donna vissuta nella colonia italiana di Tripoli).
Alessandro Metz - Armatore della Mare Jonio, Mediterranea Saving Humans si muove, insieme a molti altri, per costruire legalità e diritti; lui si definisce “come una persona che prova a camminare sul lato giusto della strada sbagliata”.
Ibrahima Lo è in Italia da pochi anni ed è partito dal Senegal, sopravvivendo ai lager libici e dopo che il gommone, con troppe persone a bordo su cui viaggiava, è naufragato. Il suo libro non è un’inchiesta condotta da terze voci, ma la storia vera di chi è grato alla vita per averne ancora una e poterne scrivere, a partire dal ricordo della fame saziata a pane e acqua. Il racconto di chi, nonostante abbia raggiunto la meta, l’Europa, deve fare i conti con lavori in nero e sottopagati e una nuova vita da costruire a partire dal nulla. Ma quella di Ibrahima Lo è anche la narrazione di una solidarietà che resiste all’oscurantismo, di persone in grado di aiutare chi ha un’esperienza di migrante alle spalle.
Dario Muratore – Attore e scrittore palermitano, autore dei Libri “Tripolis”, un’indagine che si pone le domande “Chi è l’altro? Chi è lo straniero?”, ovvero “Chi sono io? Chi siamo noi?” Un giovane uomo chiede a una vecchia donna quali siano le sue origini: Libia, Tripoli, la colonia italiana. Attraverso il topos Nonna/Nipote viene evocato un secolo di storia, di vita, di morte ma soprattutto l’incontro tra due identità: quella del colonizzatore e del colonizzato, quella italiana e quella araba che si ritrovano a condividere una terra, una città, un deserto. Ma cosa succede quando l’Italia perde il dominio politico e la situazione improvvisamente si ribalta? L’arabo ritorna a essere il padrone della propria terra e l’italiano diviene ajsnabi, straniero.
Di questa parte dei libri ci sarà la drammatizzazione durante la serata.
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