Trapani. Il Pd chiede le dimmissioni di Annalisa Bianco, ma lei non molla
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Prima o poi sarebbe accaduto, l’operazione “Aspide” che ha visto tra gli arrestati anche Annalisa Bianco, oggi non più agli arresti domiciliari ma interdetta per 10 mesi dallo svolgere la sua funzione all’interno dell’ASP, non può non accendere il dibattito politico.
La Bianco è tornata dunque in libertà ma non ne vuole sapere di mollare la carica di Presidente del Consiglio, carica direttamente riconducibile alla lista Trapani Tua.
Già qualche settimana fa il deputato Dario Safina aveva invitato la Bianco a fare un passo indietro dalla seconda carica della città, per ragioni di opportunità e per non gettare alcuna ombra sull’operato dell’Assise. La Bianco pare non abbia alcuna intenzione di dimettersi, resterebbe comunque una consigliera comunale, ma dietro questa sua scelta sembra pure ci sia l’avallo dei sostenitori della lista e del suo leader politico Mimmo Turano.
Adesso a chiedere ufficialmente le dimissioni della Bianco è il Pd di Trapani, la cui segretaria è Astrid Di Pasquale: “ll Partito Democratico, coerentemente con la partecipazione alle elezioni comunali, anche attraverso la candidatura di propri tesserati e tesserate nelle liste civiche a sostegno del Sindaco Giacomo Tranchida, ha sino ad oggi lavorato nel pieno rispetto degli accordi della maggioranza di governo della città di cui è parte integrante. Il circolo di Trapani, rispettando in primis il programma di governo, progetto fondamentale per lo sviluppo della nostra città, e in conseguenza gli accordi legati all'equilibrio della stessa maggioranza politicamente plurale, ha sempre lavorato per il bene della comunità tutta, anteponendo gli interessi della stessa alle velleità partitiche. Pur nella diversità delle anime che compongono la maggioranza, il punto di equilibrio, oltre al bene della comunità che rappresentiamo, è sempre stato il rispetto delle Istituzioni e dei ruoli istituzionali. La recente inchiesta "Aspide", inerente la sanità in Provincia di Trapani, ha fatto emergere un quadro desolante circa una presunta illecita modalità di gestione del sistema sanitario e della cosa pubblica, un quadro che mette in luce come lo stesso sembra essere terra di conquista, sia nella spregiudicata gestione delle risorse economiche che nelle modalità di reclutamento del personale”.
Poi l’affondo e la richiesta di un passo indietro: “Nessuno può pensare di anteporre eventuali giochi politici al rispetto per il ruolo e per l’assise civica, soprattutto se si parla della carica del Presidente del Consiglio il quale, per definizione, svolge un ruolo di garanzia che richiede imparzialità e senso del dovere. Pertanto, innanzi a questo quadro, al netto della posizione garantista che da sempre contraddistingue il nostro partito, e della doverosa vicinanza umana nel confronti della persona Annalisa Bianco, a cui rivolgiamo oggi il nostro pensiero, non possiamo esimerci dal sottolineare come il ruolo di Presidente del consiglio, prima carica istituzionale del massimo consesso cittadino, non possa essere sfiorata da ombre che ne offuscano la limpidezza e la dignità istituzionale, nel rispetto di tutto il consiglio comunale e soprattutto dei cittadini ivi rappresentati. Attendiamo dunque, nel rispetto degli accordi alla base del vincolo di maggioranza, forza motrice per la realizzazione del programma di Governo, che il gruppo “Trapani Tua” si determini in tal senso ed inviti Annalisa Bianco a rassegnare le dimissioni da Presidente del Consiglio, auspicando che la magistratura faccia chiarezza quanto prima”.
Le due forze politiche in questo momento si guardano e gli inviti possono lasciare spazio ad uno scontro aperto in maggioranza.
Il Pd da una parte tende la mano, assumendosi anche la responsabilità di definirsi partito garantista, dall’altro lato chiede le dimissioni di Annalisa Bianco, che secondo i rumors non ci saranno, dunque si potrebbe subito aprire una seconda fase politica in cui la lista Trapani Tua, di ispirazione leghista, segua una rotta diversa: decidendo di non fare abbandonare la nave ma nemmeno di navigare.
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