Capo Feto: un tesoro naturalistico da scoprire e valorizzare
Ancora una volta, un gruppo di mazaresi appassionati di natura si è riunito domenica scorsa per esplorare le bellezze della palude di Capo Feto, un'area umida di grande valore paesaggistico, naturalistico e turistico situata nel territorio di Mazara del Vallo.
L'escursione, organizzata da un gruppo di cittadini consapevoli dell'importanza di questa zona, ha visto la partecipazione di giovani studenti della Scuola Media Boscarino e dell'Istituto Industriale Ruggiero D'Altavilla. I visitatori si sono soffermati in particolare presso la Gorga della Tonnara, nota anche come Gorga della Salinella, dove hanno potuto osservare i Cavalieri d'Italia, eleganti uccelli che hanno recentemente scelto questo sito per la nidificazione.
Oltre ai Cavalieri d'Italia, è stata avvistata anche una coppia di Fratino, uno sternide protetto che si riproduce anche nella vicina laguna di Tonnarella. La presenza di queste due specie testimonia la ricca biodiversità di Capo Feto, un ecosistema fragile e prezioso che merita di essere tutelato.
Tuttavia, la zona è anche minacciata da alcune problematiche, tra cui l'impatto del metanodotto Algeria-Italia, che attraversa la palude con una condotta sotterranea. A causa di questo intervento, a mare, proprio di fronte alla Gorga della Tonnara, si è formata una secca che, seppur artificiale, ha assunto un'importanza ecologica significativa. In questo nuovo habitat sono stati infatti osservati anche Gabbiani corsi, uccelli marini di grande rarità.
Purtroppo, la secca versa in stato di abbandono, soggetta a frequentazioni da parte di pescatori, anche subacquei, e di altri fruitori. Nonostante il rischio di eventi calamitosi, le amministrazioni comunali mazaresi hanno richiesto al Concessionario del metanodotto solo il finanziamento del ripascimento della spiaggia di Tonnarella, ipotizzando un collegamento tra l'erosione della spiaggia e la formazione della secca. Un'ipotesi che, come emerso da un tavolo tecnico in Capitaneria di Porto, risulta difficile da dimostrare, mentre gli impatti negativi del metanodotto sugli ecosistemi di Capo Feto sono evidenti.
L'escursione ha toccato anche altre zone della palude, dove sono stati osservati altri uccelli protetti, come il Fratino e l'attraente Voltapietre. I partecipanti hanno concordato di ritrovarsi a Capo Feto intorno alla metà di maggio, periodo in cui è possibile osservare l'Hoplia attilioi, un coleottero endemico di Capo Feto, unico al mondo.
La visita a Capo Feto ha messo in luce la bellezza e la fragilità di questo ecosistema unico. È necessario un impegno concreto da parte delle istituzioni e dei cittadini per tutelare la palude e valorizzarne le potenzialità turistiche e naturalistiche. Solo attraverso un'azione sinergica sarà possibile preservare questo tesoro per le generazioni future.
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