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22/05/2024 20:00:00

 Piano paesaggistico di Marsala, Safina: "Si difenda lo Stagnone"

 Nei giorni scorsi Legambiente è intervenuta sulle possibili modifiche a fini speculativi del Piano Paesaggistico di Marsala.  Ora c'è l'intervento del deputato regionale del Partito Democratico, Dario Safina, che dice la sua sulla decisione dell’assessorato regionale ai Beni culturali che ha accolto la richiesta dell’amministrazione comunale di Marsala di prorogare il termine per la presentazione delle osservazioni al piano paesaggistico, approvato nel 2016. Piano che include non solo la riserva dello Stagnone ma anche altre aree della città di Marsala.

“Sebbene la riapertura dei termini per presentare osservazioni al Piano paesaggistico di Marsala possa essere vista come un’opportunità legittima per apportare migliorie, è fondamentale che questa proroga non diventi un pretesto per minacciare la tutela dello Stagnone di Marsala. Lo Stagnone, istituito come riserva naturale orientata dalla Regione nel 1986, è un patrimonio inestimabile che necessita di una protezione rigorosa e di una gestione più adeguata rispetto a quella attuale”, le parole di Safina.

“È inaccettabile - continua Safina - che, a causa di un regolamento della riserva non adeguato, lo Stagnone sia spesso vittima di attività antropiche incontrollate che rischiano di comprometterne l’integrità. Dobbiamo concentrarci su un piano di gestione della riserva che valorizzi e preservi questo ambiente unico, senza cedere alle pressioni di chi vede nella cementificazione un’opportunità di sviluppo”.

“Il centrodestra, - incalza il deputato trapanese - con le sue proposte di sanatorie e consumo di suolo, dimostra una visione miope e priva di rispetto per il nostro territorio. È nostro dovere opporci a queste logiche distruttive e lavorare per uno sviluppo sostenibile che rispetti e protegga le nostre risorse naturali”.

“Invitiamo tutti i cittadini, le associazioni e le istituzioni a sostenere la causa della tutela dello Stagnone e a vigilare affinché le nuove osservazioni al piano paesaggistico non diventino un cavallo di Troia per interventi edilizi dannosi”, conclude Safina.