Marsala e il caso Anffas: dall'amministrazione solidarietà a parole, ma dove sono i fatti?
Anffas Marsala è una di quelle realtà che rappresenta un punto fermo per molte famiglie della città. Si occupa di persone con disabilità, grazie al loro impegno riescono a garantire un servizio indispensabile, grazie pure a sponsor privati che consentono l’utilizzo di pulmini per il trasporto dei ragazzi e delle ragazze con disabilità.
Presenza importante, un sollievo per tante famiglie, un centro in cui i ragazzi sono occupati in vari laboratori. La presidente Anna Maria Casano, non ha mai arretrato di un solo passo, insieme a lei tutto il direttivo, perché Anffas è una famiglia che accoglie nonostante le difficoltà.
Lavoro estenuante non senza preoccupazioni, da sempre alla ricerca di una sede concessa dal Comune, che non è mai arrivata, c’è sempre qualche problema: manca una chiave, manca l’immobile ma il Comune ne ha molti che non vengono utilizzati. Però sono tutti presenti quando si parla di solidarietà, di disabilità a portata di telecamera. E’ nell’impegno concreto e fattivo che viene meno l’Amministrazione di Marsala.
Anffas ha chiesto attenzione, non per se stessa, ma per le famiglie che rappresenta e che vuole tutelare, che meritano una sede e che avranno a breve a spese loro.
Eppure non è mancato l’aiuto di Anffas quando, interpellati da assessori e consiglieri, hanno messo a disposizione i loro pulmini per accompagnare i bambini a scuola, visto che gli scuolabus del Comune ancora non erano entrati ancora a regime. Chi è abituato a donare non si sottrae, non si può non notare che lo stesso impegno non c’è stato né da parte degli assessori e nemmeno da parte del consiglio comunale, che mai si è interessato di questa realtà.

Nella forte contrapposizione tra maggioranza e opposizione hanno dimenticato il territorio, che bisogna “sentire” non solo quando c’è da chiedere i voti.
Bisognerebbe conoscere l’Anffas per comprendere cosa c’è dentro, cuori immensi che ogni giorno con coraggio cercano di dare risposte a chi ha bisogno di trovare un posto nel mondo, perché il mondo non è a segmenti e nemmeno a categorie. E’ condiviso.
Tutte le volte in cui le Istituzioni locali sono distratte di fronte alla disabilità si è persa l’occasione per dare seguito alla Cittadinanza Inclusiva.
La domanda è: la disabilità è una priorità o no? Quando una persona con disabilità incontra difficoltà nell'accesso a servizi, spazi pubblici, o opportunità di partecipazione, non si tratta solo di una limitazione individuale, ma di un fallimento collettivo. Un’amministrazione che non investe in politiche di inclusione, che non è da supporto alle associazioni rischia di compromettere l’idea stessa di comunità.
E siccome la disabilità è impegno collettivo investire in questo settore significa investire in una società più equa, più empatica e più coesa. Il Comune smetta di essere distratto e inizi a fare della disabilità una priorità concreta e visibile.
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