Sbarco al lungomare di Marsala, dissequestrato il peschereccio "Islam"
È stato dissequestrato il motopesca "Islam", battente bandiera tunisina, che nel mese di ottobre era stato bloccato dalla Capitaneria di Porto di Marsala e posto sotto sequestro perché trovato con a bordo alcuni migranti irregolari. La vicenda aveva suscitato molta attenzione, ma si è conclusa positivamente per l’armatore della nave. Il fermo è avvenuto a seguito del drammatico sbarco avvenuto il 14 ottobre, quando intorno alle 10 del mattino sono stati avvistate numerose persone in mare, intente a raggiungere a nuoto il lungomare di Marsala.
L’avvocato Stefania Sorrentino, legale di fiducia dell’armatore, è riuscita a dimostrare l’assoluta estraneità del proprietario dell’imbarcazione rispetto ai fatti contestati. Grazie a questa difesa, la Procura della Repubblica di Marsala, con il supporto della Squadra Mobile della Questura di Trapani, ha disposto il dissequestro dell’imbarcazione.
Il motopesca ha lasciato il porto di Marsala nei giorni scorsi, facendo rientro in Tunisia. Questo epilogo chiude una vicenda che aveva visto il sequestro della nave e il suo trattenimento presso il porto marsalese per quasi tre mesi. Due mesi fa sei membri dell'equipaggio del peschereccio tunisino sono stati fermati dalla Polizia di Stato con l'accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Secondo le indagini, l’equipaggio ha consentito l’ingresso illegale in Italia di 36 tunisini, partiti dalle coste della Tunisia con destinazione le coste siciliane.
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