Il 10 marzo è una data che in Sicilia unisce memoria e patrimonio. Nel giorno dedicato a Sebastiano Tusa, a sei anni dalla sua scomparsa nel disastro aereo in Etiopia, i musei e i luoghi della cultura regionali aprono gratuitamente le porte ai visitatori.
È un modo per ricordare l’archeologo e assessore regionale ai Beni culturali attraverso ciò che più ha segnato il suo lavoro: la tutela, la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio siciliano.
In questa giornata, al Parco archeologico di Segesta, l’Associazione per l’Arte concretizza l’impegno assunto durante la seconda edizione di TalkinJazz, il festival che dal 29 al 31 agosto 2024 ha portato la musica jazz dentro il Tempio.
Alle 10.30 è prevista la consegna simbolica al direttore del Parco, Luigi Biondo, della somma raccolta con la vendita dei biglietti. L’incasso sarà destinato alla ricostruzione delle strutture e delle aree verdi danneggiate dall’incendio del luglio 2023.
TalkinJazz aveva scelto fin dall’inizio una formula chiara: biglietto a 5 euro e ricavato interamente devoluto al Parco. La rassegna, organizzata dall’Associazione per l’Arte, aveva registrato una partecipazione significativa, con circa 1500 spettatori nelle tre serate.
Il gesto è stato voluto da Giuseppe Messana e Vito Lanzarone, presidente e direttore artistico dell’associazione. “Consegneremo la somma con una sorta di assegno virtuale, quale compimento della nostra proposizione, che lega alle nostre attività culturali la tutela, la valorizzazione e la promozione del patrimonio culturale siciliano”, spiegano.
L’idea, aggiungono, è nata anche come forma di sensibilizzazione: “Devolvere l’incasso è stato funzionale alla sensibilizzazione necessaria affinché certi episodi non si ripetano”.
L’incendio che nel luglio 2023 ha colpito il Parco di Segesta ha lasciato una ferita profonda in uno dei siti più importanti della Sicilia occidentale. Il fuoco ha danneggiato aree verdi e strutture, richiamando l’attenzione sulla fragilità dei luoghi culturali, soprattutto quando natura, paesaggio e archeologia convivono nello stesso spazio.
Per questo la donazione non ha solo un valore economico. È un segnale pubblico. Ricorda che la cura del patrimonio non può essere affidata soltanto alle istituzioni, ma riguarda anche associazioni, cittadini, artisti e pubblico.
Il legame con la Giornata dedicata a Sebastiano Tusa rende il gesto ancora più significativo. Tusa ha dedicato la sua vita alla ricerca archeologica, alla tutela dei beni culturali e alla divulgazione. Il suo lavoro ha contribuito a costruire una visione del patrimonio come bene vivo, da proteggere ma anche da rendere accessibile.
Segesta, in questo quadro, è un luogo simbolico. Il Tempio, il Teatro antico, il paesaggio e le stratificazioni archeologiche fanno del Parco uno dei punti più riconoscibili del patrimonio siciliano. Ma proprio la sua forza paesaggistica lo rende anche vulnerabile.
La ricostruzione delle aree danneggiate dopo l’incendio è dunque parte di una responsabilità più ampia: restituire al sito non solo funzionalità e decoro, ma anche la piena possibilità di essere vissuto e compreso.
TalkinJazz ha mostrato come un evento culturale possa diventare strumento di sostegno concreto. La musica, in quel caso, non è stata soltanto spettacolo. È diventata occasione di partecipazione, raccolta fondi e attenzione collettiva.
La scelta di portare il jazz dentro il Tempio di Segesta aveva già un valore forte: un linguaggio contemporaneo dentro uno spazio antico, un pubblico raccolto intorno alla bellezza del luogo, una fruizione rispettosa ma viva. La destinazione dell’incasso ha aggiunto a quella esperienza una dimensione civica.
Il 10 marzo, dunque, non è soltanto una giornata di ingresso gratuito nei musei. È anche un invito a chiedersi che cosa significhi custodire il patrimonio culturale. Ricordare Tusa non può ridursi a una commemorazione. Significa continuare a difendere l’idea che i beni culturali siano parte della vita pubblica, dell’identità dei territori e della formazione delle comunità.
A Segesta questo messaggio passa attraverso un gesto semplice: restituire al Parco ciò che il pubblico ha contribuito a raccogliere partecipando a un festival.
È un modo concreto per legare memoria e futuro. Ricordare chi ha dedicato la vita alla cultura e, nello stesso tempo, aiutare un luogo ferito a rinascere.
Ines D’Orazio