Diga Trinità, I Guardiani del Territorio attaccano Coldiretti: "Muta e immobile per anni"
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Uno scontro aperto sulla gestione della crisi idrica e della Diga Trinità. I "Guardiani del Territorio" non usano mezzi termini e puntano il dito contro Coldiretti, accusandola di essersi mostrata "assente, muta e invisibile" nei momenti più critici per gli agricoltori.
"Abbiamo lavorato con impegno incessante, documentando ogni singola criticità, elaborando proposte tecniche concrete e sostenibili, coinvolgendo esperti di chiara fama e sollecitando costantemente le istituzioni", dichiarano i Guardiani, rivendicando il loro ruolo nella difesa della diga e nella gestione della crisi idrica. "Il nostro obiettivo era ed è uno solo: evitare che la crisi idrica, già devastante per vigneti e uliveti, diventi irreversibile".
A infiammare la polemica, però, è l'intervento tardivo di Coldiretti, accusata di voler salire sul carro dei vincitori senza aver realmente combattuto. "Dov'erano quando serviva alzare la voce? Ora si presentano non per collaborare, ma per attribuirsi meriti che appartengono esclusivamente a chi ha realmente combattuto sul campo".
Un attacco diretto e senza giri di parole. "Non cerchiamo visibilità, cerchiamo risultati concreti", ribadiscono i Guardiani. E se nuovi soggetti vogliono finalmente sostenere la causa, sono i benvenuti, ma "non permetteremo mai che l'opportunismo oscuri il nostro lavoro serio, costante e responsabile".
Ora, l'attenzione deve essere rivolta alle necessità immediate degli agricoltori. "È tempo di garantire immediatamente ristori reali per i danni provocati dalla peronospora, delimitare con rapidità le aree colpite dalla siccità e predisporre un piano strategico per salvare la viticoltura cooperativa", sottolineano.
La battaglia per la Diga Trinità, precisano, "non è una vittoria da esibire, ma una responsabilità da onorare ogni giorno". I Guardiani del Territorio assicurano che continueranno a lottare con la stessa determinazione dimostrata finora: "Non permetteremo che il futuro dei nostri agricoltori e del nostro territorio venga ancora compromesso dall’inerzia, dall’opportunismo o da posizioni tardive e strumentali".
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