La mamma di Sara Campanella: "Busseremo a ogni scuola per fermare la violenza"
Un dolore trasformato in impegno. È quello di Cetty Zaccaria, docente dell’Istituto Comprensivo Tusa-Mistretta e madre di Sara Campanella, la studentessa di 22 anni uccisa a Messina da un collega universitario che la perseguitava. Dopo la tragedia, ha deciso di non restare in silenzio e lancia un appello forte e accorato: entrare in tutte le scuole per educare e sensibilizzare contro la violenza sulle donne.
A raccogliere la richiesta è Lucia Scolaro, preside ed ex assessore del Comune di Milazzo, che ha incontrato la famiglia di Sara e ha voluto raccontare in una commovente lettera pubblicata su Facebook la forza e la dignità di Cetty e del fratello di Sara, Claudio. “Preside, aiutami ad entrare in tutte le scuole. Da oggi vivrò solo per questo”, ha detto la madre della giovane vittima. Parole che pesano, che non lasciano indifferenti.
Scolaro a OggiMilazzo ha descritto un incontro intenso, fatto di silenzi, lacrime e ricordi. “Ci ha mostrato le foto di Sara – scrive – ci ha parlato della sua gentilezza, della sua intelligenza, della sua voglia di vivere. Una ragazza straordinaria”. Ma ha anche parlato del fallimento educativo che attraversa le famiglie e le scuole. “Uomini incapaci di gestire il rifiuto crescono nel silenzio. Non possiamo più limitarci a punire. Dobbiamo prevenire”.
Per questo ha deciso di scrivere al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, chiedendo una campagna nazionale nelle scuole per formare i giovani, in particolare i maschi, fin da piccoli. “Se l’educazione salva, è da lì che dobbiamo ripartire. Per Sara, per tutte le vittime di femminicidio, per chi ancora può essere salvata”.
Un appello che non è rimasto inascoltato. Il ministro Valditara è intervenuto nelle scorse ore annunciando che nelle nuove Linee Guida per l’Educazione civica sarà inserito uno specifico obiettivo: educare al rispetto delle donne e alla parità di genere. “La violenza contro le donne va contrastata con un’azione corale dell’intera società”, ha dichiarato.
Le scuole saranno chiamate a collaborare con associazioni e istituzioni che operano contro la violenza di genere, con attività che coinvolgeranno direttamente gli studenti: dibattiti, testimonianze, peer tutoring. L’obiettivo è quello di promuovere una cultura del rispetto e di costruire relazioni sane, combattendo alla radice stereotipi e discriminazioni.
L’impegno di Cetty Zaccaria, che nel dolore chiede di essere ascoltata e di portare la voce di sua figlia nelle aule scolastiche, diventa così un punto di partenza per un cambiamento necessario. Perché nessuna ragazza, mai più, debba morire per mano di chi non sa accettare un “no”.
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