Croce e il caos sanità a Trapani: il caso arriva in Commissione, ma la ferita è sociale
Le controdeduzioni di Ferdinando Croce, manager sospeso dell’ASP di Trapani, arriveranno sul tavolo della Commissione Sanità all’ARS, presieduta da Giuseppe Laccoto. Una volta letta e studiata i deputati si esprimeranno con un parere che non è vincolante, ma che finirà agli atti della commissione creata proprio per decidere sulla revoca di incarico del 28 marzo scorso.
A questo provvedimento Croce si è opposto adendo le vie legale, il giudice del lavoro di Trapani dovrebbe esprimersi proprio in queste ore.
La Regione al momento non rilascia alcuna dichiarazione in merito, attenderà il 26 maggio, giorno in cui scadrà la sospensione dei 60 giorni. Croce potrebbe rientrare in Azienda pure prima se il giudice del lavoro si esprimerà in suo favore.
La coperta è corta
Al di là di quelle che saranno le determinazioni della commissione e pure del giudice del lavoro, che interessano unicamente la sfera lavorativa di Croce, c’è qualcosa di cui bisogna tenere conto e di cui ancora nessuno, forse per timore, non ha parlato.
C’è una frattura sociale. Quella che è la percezione del comune cittadino, responsabilità a parte, è un clima di totale sfiducia nei confronti dei camici bianchi, degli amministrativi, del manager.
Sarà quasi impossibile ricucire uno strappo così profondo e sanguinante.
Pesano le storie dei pazienti, di Maria Cristano Gallo, la paziente 0, pesa la storia di Francesco Coddretto che tecnicamente è la vittima 1. Morto per un tumore diagnosticato con 10 mesi di ritardo, i medici sono chiari: se il referto fosse arrivato in tempo la storia del paziente sarebbe stata diversa. Realtà che pesano non sulla persona di Croce, questo lo stabilirà la commissione regionale e i giudici, ma sull’operato tutto dell’ASP.
Le controdeduzioni sono chiare: è un atto di accusa nei confronti del dottore Domenico Messina, già primario dell’Anatomia Patologica, dell’ex dirigenza, degli attuali uffici regionali, non in ultimo del presidente Renato Schifani.
Ancora di più ci sono nomi che vengono fatti da Croce: Giacomo Scalzo, dirigente regionale, Salvatore Iacolino, Direttore della Pianificazione strategica.
E allora ci si chiede come sia possibile, intanto, rinsaldare il rapporto amministrativo e fiduciario, con gli organi regionali, gli stessi che hanno poi formalizzato a luglio 2024 la nomina del Direttore generale Croce.
Conseguenze sociali
Bisognerebbe leggere o ascoltare i cittadini per comprendere che c’è un clima ostile. La malasanità, le lunghe liste d’attesa, la carenza di personale medico, la difficoltà di accesso alle cure e le inefficienze burocratiche hanno eroso il sistema. Oggi la percezione, che non dipende dalla narrazione oggettiva ed è per questo che va presa in seria considerazione, è totalmente negativa.
E’ questo il sentimento concreto. Possibile che nessuno si renda conto che il confine è stato superato e che tutto il sistema viene percepito come opaco? La sfiducia del cittadino nell’ASP non è un problema secondario, per ricostruire dalle fondamenta servirà empatia, visione e soprattutto il ritorno all’essenza del servizio sanitario: prendersi cura delle persone, con competenza e dignità.
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