Marsala, la tragicommedia infinita: politici in cerca d’autore… e di poltrone
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Si è consumata a Sala delle Lapidi la solita tragicommedia "per il bene della città" di Marsala, dopo l’uscita al 50% — Piccione sì, Bilardello no — di Fratelli d’Italia dall’esecutivo di Massimo Grillo. La dipartita dalla maggioranza consiliare, però, è al 100%: riguarda Pugliese e Bonomo, capogruppo al quale è stato affidato il commiato, espresso nei seguenti termini:
“Prendiamo la parola oggi, a nome del gruppo consiliare, per senso di responsabilità e per la trasparenza che caratterizza il nostro modo di fare politica.”
E già questo potrebbe bastare: la "nitidezza" nel fare politica. Peccato che Bonomo sia stato eletto nella lista civica Valori Impegno Azioni – VIA, mentre il suo sodale Pugliese si è addirittura superato: proveniva dal movimento Liberi, espressione diretta del sindaco. Nel suo caso la motivazione è stata evidente fin da subito: con 606 voti non sarebbe mai approdato a Palazzo VII Aprile come esponente di FdI, dove dominavano per consenso Ferrantelli e la Genna. Ha scelto, semplicemente, l’autobus più conveniente.
Comunque, Bonomo aggiunge: “Oggi FdI esce ufficialmente dalla maggioranza, una decisione che comunichiamo senza ambiguità, senza polemiche personali [...]. Non è un atto improvviso, frutto di un litigio o di uno scatto d’orgoglio. [...] Abbiamo scelto di restare, di costruire ponti, di dare soluzioni. Ma una maggioranza che non ascolta, non evolve, non si mette in discussione, non è più una casa comune: è un labirinto in cui ci si perde.”
Segue il melodramma: Marsala non può permettersi “un’amministrazione senza visione, senza identità”. Poi ancora: “Siamo usciti da un’alleanza fatta di giochi di potere, di equilibri che servono a tenere in piedi un sistema, ma non a servire i cittadini. FdI ha solo chiesto chiarezza politica. Chi ci ha votato lo ha fatto per avere una delegazione coerente, seria. [...] Non siamo qui per occupare poltrone.”
E infine, la stucchevole solfa dell’“opposizione costruttiva”.
Alla luce dei fatti recenti, l’urbe ha assistito all’ennesima tragicommedia: Nuova DC di Cuffaro in giunta, poi fuori con la sospensione dei tre “reprobi” — il neoassessore Lombardo, il consigliere/assessore Di Girolamo e il decano Ferrantelli — tutti in attesa del giudizio universale del partito.
FdI con il dissidente Bilardello, e dopo tre anni e mezzo Pugliese, due anni e sette mesi Bonomo, scoprono improvvisamente che la giunta non ha visione né identità.
Per Capo Boeo — cioè Bonomo, Pugliese e il loro amato partito — questa illuminazione arriva solo dopo 17 assessori (tre indicati da loro), tra cui Ruggieri, molto vicino per affinità ideologiche. Solo ora si sono accorti dell’essenza del primo cittadino?
La domanda, anche se retorica, sorge spontanea: ci siete o ci fate?
Ovviamente, politicamente.
Vittorio Alfieri
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