"Non siamo semplici e riduttive quote rosa"
Una riflessione personale che vuole rappresentare il sentire di tante donne di ogni estrazione politica o culturale, per ridefinire il senso del nostro impegno sociale. Per dare valore e non lasciarci svalutare dentro dinamiche tossiche che continuano in maniera subdola a sminuire il nostro valore.
Non Siamo Semplici e riduttive Quote Rosa.
Per troppo tempo, la presenza delle donne nelle istituzioni è stata letta, raccontata e – peggio ancora – vissuta come una concessione. Una presenza “da garantire”, quasi a riequilibrare numericamente un panorama storico e sociale costruito al maschile. Ci hanno chiamate quote rosa, come se la nostra partecipazione avesse bisogno di una giustificazione formale, come se il nostro posto fosse un’aggiunta decorativa, non una presenza necessaria.
Ma noi non siamo quote. Siamo esseri pensanti, creativi, resilienti. Siamo portatrici di uno sguardo altro che arricchisce, che completa, che trasforma. E oggi più che mai è tempo di dirlo con voce ferma: la nostra presenza è valore, non bilanciamento.
Siamo entrate nei luoghi del potere, della politica, dell’impresa, della cultura non per “pareggiare i conti”, ma per cambiare le regole del gioco. Lo facciamo ogni giorno con ciò che ci rende donne: la nostra creatività fluida, la nostra capacità di tenere insieme visione e cura, fermezza e ascolto, strategia e empatia.
Chi dice che essere donna è un limite, non ha ancora capito che è la nostra forza. La nostra storia, spesso silenziata, è intessuta di resilienza, di adattamento, di coraggio quotidiano. E non perché dobbiamo “fare come gli uomini”, ma perché sappiamo fare a modo nostro. Portiamo un’intelligenza diversa, non migliore o peggiore, ma profondamente complementare. E senza questa complementarietà, ogni istituzione resta zoppa, ogni decisione è parziale, ogni futuro è monco.
C’è un sentire collettivo che oggi non possiamo più ignorare. È la voce di tante donne che non vogliono più “entrare” ma essere riconosciute. Donne che chiedono di essere viste non per il genere, ma per il contributo. Donne che si rifiutano di essere incasellate, che vogliono portare avanti un cambiamento reale, sostanziale, non simbolico.
Questo richiamo è per tutte noi. Per ricordarci che non dobbiamo chiedere il permesso, che il nostro spazio ce lo prendiamo con competenza, visione e autenticità.
Non siamo quote rosa, siamo ciò che fa la differenza e non ci muoviamo solo mossi da buona volontà ma da professionalità e da una sensibilità che ci consente di sentire i bisogni del territorio con uno strumento tutto femminile.
Capaci di generare la vita siamo vita e capaci di far crescere siamo noi stesse sviluppo per le nostre comunità.
Siamo voce, forza, cambiamento.
Giusy Piccione
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