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08/07/2025 18:13:00

Via D’Amelio: in libreria il libro dello storico Matteo Di Figlia "Bandiere e lenzuoli"

Il 19 luglio 1992 è una data impressa nella coscienza collettiva italiana: l'attentato di via D’Amelio, in cui persero la vita Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta, è diventato un paradigma della memoria repubblicana. Trentatré anni dopo, la necessità di capire non è venuta meno. È su questa urgenza che si innesta il nuovo libro dello storico Matteo Di Figlia, Bandiere e lenzuoli. La nascita dell’antimafia, la politica, le memorie, edito da Donzelli.

Un libro per capire come il dolore si è fatto memoria, cultura e cittadinanza

 

L’opera di Di Figlia rappresenta molto più di una ricostruzione storica: è un’indagine profonda sulle radici culturali e politiche dell’antimafia, che precedono di molto le stragi di Capaci e via D’Amelio. Il titolo stesso – Bandiere e lenzuoli – richiama quei simboli spontanei della memoria civile: i lenzuoli bianchi appesi ai balconi di Palermo dopo gli attentati del 1992, espressione autentica di un dolore collettivo che si è trasformato in resistenza civile.

 

Il libro si muove attraverso un lungo arco cronologico: dalle lotte contadine e sindacali dell’Ottocento, passando per le manifestazioni funebri degli anni Settanta e Ottanta, fino alle prime commemorazioni popolari e al fondamentale ruolo dell’associazione Libera. Di Figlia esplora anche la rielaborazione dell’antimafia nella cultura popolare, tra cinema, serie TV, musica e letteratura.

 

La memoria pubblica come costruzione civile

In Bandiere e lenzuoli, Di Figlia mostra come la società italiana abbia saputo trasformare il lutto in patrimonio condiviso, intrecciando la memoria della mafia con quella della Shoah e della Resistenza. Ne è nato un nuovo linguaggio simbolico, fatto di rituali, valori e gesti collettivi, capaci di forgiare le coscienze e ridisegnare l’identità repubblicana.

Il libro è anche un invito a non dimenticare, a riconoscere nella memoria una forma attiva di cittadinanza. Ricordare, scrive Di Figlia implicitamente, non è mai un atto neutro: è un modo per interrogarsi su chi siamo e su quale società vogliamo costruire.



Antimafia | 2026-06-05 12:52:00
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