Le luci, il viale, gli eventi. Cosa si sta facendo al Parco archeologico di Marsala
Un anno intenso, tra quotidiane emergenze gestionali e progettualità di ampio respiro. È il bilancio tracciato dalla direttrice del Parco archeologico di Lilibeo - Marsala, Anna Occhipinti, nella sua relazione annuale 2024. Una fotografia di un patrimonio straordinario – 28 ettari sul promontorio di Capo Boeo, un museo, numerosi siti tra Marsala e Favignana – ma segnato da carenze strutturali, fondi limitati e manutenzioni urgenti. Un'area così vasta da rendere difficile la costante manutenzione.
«Il mantenimento dell’intera struttura ha richiesto sforzi continui, con risorse economiche esigue», spiega Occhipinti, che rivendica i piccoli interventi realizzati: dalla riorganizzazione della biglietteria alla pulizia del verde, dall’inventariazione dei reperti alla messa in sicurezza del Fossato Punico, oggi candidato a diventare un “Parco urbano nel paesaggio scavato”.
La rinascita della Plateia Aelia Tra le novità più significative, l’illuminazione della Plateia Aelia, l’antica strada romana tornata visibile e fruibile ogni giorno. «È stato realizzato un nuovo muro di contenimento dopo gli smottamenti primaverili. L’intervento ha trasformato un’emergenza in un’opportunità, restituendo eleganza e definizione al viale». Fondamentale anche la riapertura dell’accesso da Porta Nuova, chiuso da anni: «Era un mio puntiglio. Oggi si può entrare dal centro storico, come accade in ogni area archeologica».
Progetti per il futuro Parallelamente, sono stati presentati numerosi progetti in attesa di finanziamento: “Vivere Lilibeo” per l’accessibilità digitale e inclusiva; “Un continuo divenire” per l’efficientamento energetico del museo; il restauro dell’Insula I con il celebre mosaico della Medusa.
Cultura aperta a tutti Sul fronte della valorizzazione, il Parco ha ospitato mostre, laboratori, concerti, spettacoli e iniziative inclusive. «La nostra missione è proteggere e custodire, ma anche rendere questo luogo un centro culturale aperto a tutti», sottolinea Occhipinti. Da qui, l’apertura estiva fino alle 24 e il programma “Conversazioni al Parco”, che unisce archeologia, musica e teatro.
Riaperti cinque siti archeologici urbani Tra i progetti già avviati, spicca il partenariato speciale pubblico-privato che ha consentito la riapertura di cinque siti archeologici urbani, gestiti da giovani archeologi: dalle Latomie dei Niccolini alla Necropoli ellenistico-romana di via del Fante. «Un modello virtuoso che crea lavoro qualificato e migliora la fruizione dei beni culturali».
La questione dei parcheggi abusivi Una delle sfide più delicate resta la gestione dei parcheggi di viale Isonzo, da anni preda dei parcheggiatori abusivi. Il Parco ha bandito una gara d’appalto per affidare le due aree a un gestore privato, con l’obiettivo di regolamentare la sosta, garantire sicurezza e incassare risorse da reinvestire. «Le forze dell’ordine ci hanno chiesto di intervenire – spiega Occhipinti –. Così abbiamo pensato a una concessione: meno degrado, più decoro e più fondi per la manutenzione».
Un bilancio concreto Il 2024 si chiude quindi con un bilancio positivo, ma senza trionfalismi. «Abbiamo raggiunto gli obiettivi prefissati, agendo con tempestività ed efficacia, nonostante i limiti». E la sfida continua: «Il Parco c’è. Per i cittadini, per i visitatori, per chi ama l’archeologia e vuole sostenerla».
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