Tranchida rilancia contro Antonini: «Se c'è truffa, andremo in Procura. Altrimenti ..."
È in corso a Palazzo d’Alì, la prima delle due conferenze stampa annunciate dal sindaco Giacomo Tranchida: oggi per fare chiarezza sul piano amministrativo, domani – promette – per affrontare i risvolti politici dello scontro con Valerio Antonini, patron del Trapani Shark.
Il tema del giorno è il palazzetto dello sport. E Tranchida, tra faldoni e documenti, ricostruisce passo dopo passo l’iter della concessione alla società sportiva di Antonini, rispondendo colpo su colpo alle accuse – anche penali – piovute nelle scorse settimane dal patron granata: «Io non sono stato nominato – esordisce il sindaco –. Sono stato eletto. E sono cittadino onorario di Trapani perché lo ha voluto il popolo, non per una targa o una cerimonia».
Poi, il messaggio diretto ad Antonini: «Non entrerò nel merito delle bollette della luce, della Tari o delle imposte non pagate. Non mi interessa scendere a questi livelli. Ma se sei cittadino onorario di Trapani, come dici, allora rispetta la città. E paga quanto devi».
Il nodo della bolletta e le accuse di truffa
Al centro della querelle, ancora una volta, ci sono i 120 mila euro di bollette non pagate da Trapani Shark per energia elettrica e acqua. Antonini sostiene che il Comune abbia “truffato” la sua società lasciando i contatori intestati all’ente e tentando di addebitargli costi non suoi.
Ma Tranchida mostra un documento protocollato: è una nota del 17 febbraio 2025, inviata dal dirigente tecnico del Comune, che chiedeva formalmente a Trapani Shark di effettuare la voltura delle utenze e annunciava l’avvio di un contraddittorio per stimare i consumi effettivi, anche perché il contatore era condiviso con altri impianti. «Chi dice che il Comune ha agito in malafede – attacca Tranchida – insinua l’esistenza di un reato. Bene, allora questi atti li mandiamo in Procura. Se davvero Antonini è stato truffato, se ne occuperà la magistratura. Se invece non è vero, risponderà per calunnia e diffamazione».
«Io non porto nocumento, do risposte»
Il sindaco rivendica di aver agito con trasparenza e nel rispetto della legge. E rilancia: «Antonini dice che il sindaco porta nocumento alla società. Io invece cerco di dare risposte, nel rispetto di tutti. E proprio per questo, a tutela di tutti – anche della sua società – invierò ogni cosa agli organi inquirenti. Non voglio sulla coscienza il danno a una realtà sportiva».
Il finale è al vetriolo, ma con un'apertura: «Chi ha fatto accuse gravi, ora risponda. Chi ha qualcosa da dimostrare, lo faccia davanti alla legge. E chi vuole continuare a investire in questa città, lo faccia rispettando le regole».
Domani, nella conferenza politica, si attendono nuovi fuochi d’artificio. Ma oggi, la partita si è spostata ufficialmente sul terreno della Procura.
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