Crisi idrica a Trapani: un solo autista in pensione, una sola autobotte, cittadini "neri"
Trapani, estate 2025. Nel centro storico si scava, si cerca, si spera. Ma dai rubinetti di via Custonaci, via Corallai e Cortile Pratico continua a non scendere una goccia d’acqua potabile. A oltre dieci giorni dall’ordinanza che vieta l’uso dell’acqua per la presenza di Escherichia coli e coliformi, i residenti sono allo stremo. E a rendere più amaro il quadro è la certezza che ad ora la città dispone di una sola autobotte comunale, guidata fino a poco fa da un solo autista ora andato in pensione.
Per continuare a garantire il servizio sostitutivo, il Comune ha dovuto ricorrere ancora una volta alla Trapani Servizi, chiedendo di distaccare personale per la conduzione del mezzo. Ma questa volta la partecipata ha chiesto garanzie precise: una richiesta formale e un impegno di spesa, per non rischiare "un danno erariale”.
«La Trapani Servizi come sempre ha dato la sua disponibilità al Comune nell’interesse dei cittadini di Trapani» ha commentato Giulio Vulpitta, presidente della società. Ma la collaborazione non è più automatica: gli autisti distaccati vengono sottratti ad altri servizi, e senza un atto scritto la società non vuole esporsi a contestazioni future.
Intanto l’unica autobotte comunale riesce a rifornire solo le abitazioni dotate di cisterne al piano terra. Per gli altri, la maggior parte in centro storico con serbatoi sui tetti, è stata incaricata una ditta privata, che usa un mezzo più piccolo per muoversi tra i vicoli ma richiede ben tre operatori per portare l’acqua a piani superiori. «In piena stagione turistica, non sempre queste aziende sono disponibili a mettere uomini e mezzi» raccontano i residenti, che temono di restare senz’acqua se la crisi dovesse continuare.
La situazione per molti è già insostenibile.
Angelica, residente in Via Custonaci 21, racconta: «Noi abbiamo parte della strada sventrata perché stanno cercando la perdita all’incrocio con Via Corallai, ma ancora non c’è certezza. Ho chiesto se potesse esserci un’altra rottura sotto casa mia, ma mi hanno risposto che per la conformazione della rete idrica è improbabile. Lavorano per prove ed errori: scavano, riparano, fanno analisi, e intanto siamo senza acqua da giorni».
Angelica mostra le analisi che ha fatto eseguire a proprie spese: «Ho trovato Escherichia coli a 30.000 unità, coliformi fuori scala e altri batteri a livelli preoccupanti. L’ASP qui non è mai venuta a prelevare un campione. Ho dovuto pagare di tasca mia per sapere cosa stavo usando».
A provocare ulteriore malumore dei cittadini, la gestione a singhiozzo dei lavori. «Abbiamo chiesto che proseguano anche nei festivi e nei weekend, perché l’acqua è un bene primario e non conosce pause» dicono i residenti. La loro preoccupazione è che l’autobotte privata non continui a servire le utenze se l’emergenza si prolunga e che i lavori, già lenti, si fermino per i turni di riposo.
La crisi idrica è iniziata con una segnalazione di acqua torbida e cattivi odori inviata dal comitato “L’acqua è un diritto di tutti” il 3 luglio. L’ASP ha confermato la contaminazione il 5, ma il divieto ufficiale del Comune è arrivato solo il 7 luglio, lasciando i cittadini due giorni senza alcun avviso. Un ritardo che ha alimentato polemiche e sfiducia verso le istituzioni.
«Non possiamo più aspettare. Le famiglie, gli anziani, le attività turistiche stanno vivendo un disagio inaccettabile. Pretendiamo trasparenza e interventi senza interruzioni» scrivono i cittadini in un nuovo appello, chiedendo al Comune di attivare tutte le risorse disponibili per risolvere l’emergenza».
Ma la realtà è che Trapani si scopre impreparata a gestire una crisi idrica in piena estate: un solo mezzo, un solo autista, e ora l’obbligo di passare per ordinanze e burocrazia anche per chiedere alla partecipata di correre in soccorso.
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