"Lo chiamano Matteo Messina Denaro": l’autovelox più invisibile d’Italia
Il mito del boss latitante Matteo Messina Denaro, pur dopo la sua cattura e morte, continua a vivere sotto nuove forme. E stavolta ha preso il nome di... un autovelox.
Sì, perché da Nord a Sud cresce il numero di automobilisti che si imbattono in dispositivi di rilevamento della velocità così ben nascosti da sembrare invisibili. Talmente elusivi da essersi guadagnati sui social e nei forum automobilistici un soprannome ironico quanto amaro: gli “autovelox Matteo Messina Denaro”. Perché, proprio come l’ex boss di Castelvetrano, questi occhi elettronici sono abilissimi a sfuggire agli sguardi — fino a quando non si palesano con la notifica di una sanzione salata.
Autovelox o trappole?
Il nodo centrale della polemica è la visibilità. Troppo spesso i rilevatori non sarebbero adeguatamente segnalati, nonostante gli obblighi normativi. Il sospetto, condiviso da molti cittadini, è che l’obiettivo non sia quello di garantire la sicurezza stradale, bensì quello di fare cassa.
E se può sembrare un’esagerazione, basta leggere la storia — vera — di Andrea Ferretto, quarantenne di Nizza Monferrato, per capire che non si tratta solo di sensazioni.
Il caso: cento multe in sei mesi
Ferretto, addetto alla sicurezza, percorre ogni giorno per lavoro la tratta Nizza Monferrato - Tortona. Un'abitudine, un percorso di routine. Ma proprio lì, in località Bazzana di Mombaruzzo, un autovelox (presumibilmente poco visibile) ha trasformato quel tragitto in un incubo.
Nel giro di sei mesi, cento multe, per un totale di 28.000 euro. Le sanzioni, giunte spesso a raffica e con ritardi di notifica, si sono sommate fino a superare ogni possibilità di gestione. Ora Ferretto rischia il fermo amministrativo del veicolo, compromettendo il proprio lavoro e la propria mobilità.
Le violazioni? Ancora non è del tutto chiaro: si parla di superamento dei limiti, passaggi con semaforo rosso, possibili restrizioni non ben segnalate. Quel che è certo è che nessuna multa lo ha mai avvisato in tempo reale: nessuna
possibilità di correggere il comportamento prima che il danno economico diventasse irreparabile.
La sicurezza stradale non può essere un agguato
Il caso Ferretto non è isolato. E l’ironia amara di chi paragona questi strumenti a un latitante come Messina Denaro riflette un senso diffuso di frustrazione e sfiducia.
Le regole vanno rispettate. Ma le regole valgono anche per chi le fa rispettare. La sicurezza stradale si tutela con prevenzione, educazione e trasparenza — non con trappole, né con multe invisibili che piovono addosso mesi dopo l’infrazione.
Il vero pericolo, oggi, non è solo la velocità. È anche la distanza tra le istituzioni e i cittadini.
Marsala, Enzo Mignosi presenta "Senza onore. 70 anni di mafia, intrighi, misteri"
Il giornalista Enzo Mignosi ha presentato alla Società Canottieri Marsala il suo nuovo libro Senza onore. 70 anni di mafia, intrighi, misteri, pubblicato da Minerva Edizioni.Un volume che ripercorre oltre sette decenni di storia di Cosa...
Sul portone del tuo palazzo compare un avviso. Prima che sparisca, fai...
È una delle forme più comuni di comunicazione locale. Esci di casa al mattino e trovi un foglio attaccato accanto all’ingresso: l’acqua verrà interrotta, sarà vietato parcheggiare, sono...
Mauro Rostagno: 38 anni dopo, il ricordo del gionalista che non smise di denunciare
Sono trascorsi 38 anni da quel 26 settembre 1988, quando Mauro Rostagno venne assassinato in contrada Lenzi, a Valderice. Ieri, nel luogo in cui il giornalista e sociologo fu ucciso, cittadini, studenti e istituzioni sono tornati a ricordare...
PrivatAssistenza apre in piazza Marconi a Marsala: inaugurazione il 26...
Inaugurazione sabato 26 settembre alle 18:00, in piazza G. Marconi 8. La rete nazionale di assistenza domiciliare, attiva dal 1993, apre un nuovo punto di riferimento per famiglie, anziani e persone fragili del...
Sezioni
