Lilibeo Incontra: la Sicilia islamica raccontata attraverso l’archeologia
Sabato 3 agosto alle 19.00, nel Giardino storico del Museo Lilibeo di Marsala, si terrà il terzo appuntamento del ciclo “Lilibeo Incontra”, dedicato alla Sicilia antica e alle nuove frontiere della ricerca archeologica.
L’incontro di quest’anno affronta un tema ancora poco noto ma di grande rilevanza storica: Vivere nella Sicilia islamica.
Una prospettiva archeologica. Protagonisti della serata saranno Angelo Castrorao Barba, Filippo Pisciotta e Roberto Miccichè, studiosi del progetto internazionale SUR–TABISA, coordinato dall'Escuela de Estudios Árabes del Consejo Superior de Investigaciones Científicas (CSIC) di Granada. Il loro intervento offrirà uno sguardo originale sulla Sicilia tra VI e XI secolo, a partire proprio da Marsala, un tempo Lilibeo, centro cruciale nella fase di transizione tra il dominio bizantino e quello islamico. Attraverso lo studio degli insediamenti, della cultura materiale e della presenza animale, i ricercatori racconteranno come si viveva nella Sicilia islamica, lontano dai fasti dell’arte classica e più vicini alla vita quotidiana delle comunità rurali e suburbane. Un approccio che ribalta la prospettiva tradizionale dell’archeologia mediterranea, ancora legata alla ricerca di statue e manufatti di pregio, per dare invece centralità alle dinamiche sociali e ambientali.
Il progetto del CSIC si inserisce in un più ampio sforzo di riscoperta delle fasi storiche post-classiche, spesso trascurate nei decenni passati. Lo studio delle trasformazioni avvenute tra la tarda antichità e l’alto medioevo, in particolare nelle aree di confine tra culture diverse, permette di leggere in modo più articolato il cambiamento di identità di intere città, come suggerisce lo stesso passaggio da Lilibeo a Marsala. “Lilibeo Incontra – spiega Anna Occhipinti, direttrice del Parco archeologico di Lilibeo-Marsala – è un’occasione per approfondire aspetti meno conosciuti della Sicilia antica, offrendo momenti di divulgazione culturale di qualità, in linea con l’obiettivo dell’Assessorato regionale dei Beni culturali di valorizzare i Parchi archeologici come luoghi vivi, aperti alla riflessione e al confronto”. L’evento si inserisce nel programma dell’estate lilibetana, che unisce musica, teatro e cultura, con un’attenzione crescente verso la divulgazione scientifica accessibile, ma mai superficiale.
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