Nino Oddo: “Palashark, uno scontro politico più che sportivo"
«Ho letto le carte, e la questione è chiara: il cambiamento di status della società titolare della convenzione – avvenuto con la trasformazione della Trapani Shark in Srl a scopo di lucro – comportava la decadenza immediata dell’accordo. Questo è un fatto. Ma quella trasformazione è avvenuta nel luglio 2024: perché il Comune di Trapani solleva il problema solo nell’agosto 2025?
Le ipotesi sono due. La prima: siamo davanti ai tempi “normali” della burocrazia comunale, notoriamente lenti. Ma è difficile crederlo, visto che la convenzione è stata analizzata in ogni dettaglio nei mesi scorsi per altre questioni, come l’impianto di climatizzazione.
La seconda ipotesi riguarda il cambiamento nei rapporti politici fra Antonini e Tranchida. Un anno fa Antonini era un sostenitore elettorale del sindaco, con l’assessore Emanuele Barbara praticamente sempre al suo fianco, fino alla concessione della cittadinanza onoraria. Poi i rapporti si sono progressivamente raffreddati: l’unica emittente televisiva di proprietà di Antonini è passata dall’essere cassa di risonanza quotidiana del “tranchidismo” – con presenze in video degne di certe dittature sudamericane e servizi elogiativi a senso unico – a raccontare la città come molti trapanesi la vedono da anni: allo sbando.
La decisione recente di Antonini di scendere in campo politicamente ha fatto traboccare il vaso. La rottura sulla convenzione del Palashark è solo un capitolo di questa escalation.
Come finirà? Sul palazzetto penso bene: il silenzio di Tranchida di queste ore lo dimostra. Non può tirare troppo la corda, pena l’“assalto al palazzo” dei tifosi imbestialiti. In qualche modo la convenzione verrà ripristinata e la città non perderà il basket. Ma lo scontro politico continuerà, se Antonini proseguirà nella creazione di un movimento che punta ad abbattere il “regime” che da un quarto di secolo domina a Trapani ed Erice.
L’esito finale non è scontato. Intanto, Tranchida resterà a Palazzo d’Alì per altri due anni e mezzo: su questo sono pronto a scommettere. La mozione di sfiducia è una boutade. E in due anni e mezzo può succedere di tutto: il consenso del sindaco è in caduta libera, ma sa gestire bene il sottobosco politico locale e venderà cara la pelle.
Quanto ad Antonini, il successo del suo movimento sarà legato anche ai risultati sportivi. A Trapani abbiamo già visto che si può passare dal parquet al Parlamento: ricordo il caso di Vincenzo Garraffa, che il giovedì portò il basket in Serie A e la domenica fu eletto senatore. In una città sonnacchiosa, va comunque riconosciuto che Valerio Antonini – piaccia o meno – ha portato vivacità, sia nello sport che nella politica».
Nino Oddo
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