La Vardera si candida alla Regione, il campo progressista si divide
Ismaele La Vardera, leader di Controcorrente, sabato ha lanciato la sua candidatura alla presidenza della Regione. Chiaro e mirato il suo intervento. Presentati anche i punti programmatici. Le reazioni arrivate dal mondo progressista non sono state altrettanto chiare: lo scatto in avanti di La Vardera non è stato apprezzato.
Barbagallo (PD): si parli prima di amministrative
Anthony Barbagallo, segretario regionale del PD, in un’intervista a Live Sicilia, ha esortato La Vardera a mantenere unito il campo largo, ma allo stesso tempo lo ha invitato a camminare uniti per le elezioni amministrative che si terranno tra due mesi. La Vardera ha scelto già in maniera autonoma in alcuni Comuni come Messina e Bronte. Il metodo La Vardera, insomma, è bocciato: la scelta del candidato presidente della Regione per il centrosinistra deve essere condivisa.
A Barbagallo fa eco il deputato dem Dario Safina: “Il leader di Controcorrente torni a sedersi al tavolo del centrosinistra per costruire soluzioni unitarie, a partire dai Comuni che vanno al voto”.
AVS: La Vardera risorsa importante
Pierpaolo Montalto, segretario regionale di Sinistra Italiana, Fabio Giambrone, coportavoce regionale di Europa Verde, e Alessandra Minniti, coportavoce regionale di Europa Verde, esprimono la loro posizione senza alcuna ambiguità: “Alleanza Verdi Sinistra ha da tempo chiesto alle altre forze del campo progressista di decidere finalmente da che parte stare e con chi stare, individuando definitivamente delle regole chiare e condivise sui confini politici della coalizione”.
Poi una nota amara, riferendosi al PD: “Fino a oggi non è arrivata alcuna presa di posizione contraria, soprattutto da parte del Partito Democratico, sia all’ingresso del movimento di Cateno De Luca in un campo progressista che a quel punto non potrebbe più definirsi tale, sia all’obiettivo politico caldeggiato da Italia Viva di accogliere esponenti di centrodestra che cercano una ricollocazione elettorale o che fuggono dalla Dc che fu di Cuffaro”.
Per AVS la candidatura di La Vardera è una risorsa importante: “Anche per fare finalmente chiarezza sulle posizioni politiche di tutte le soggettività che dovrebbero proporre un’alternativa comune al governo Schifani. Da parte nostra, ribadiamo la nostra ferma convinzione che per battere un centrodestra siciliano disastroso ma ancora forte e potente serva la massima unità, ma anche il coraggio di rappresentare una proposta politica e sociale radicalmente alternativa a quella di chi sta distruggendo la nostra regione”.
Il perimetro entro cui si muove AVS è chiaro e chiede altrettanta chiarezza agli alleati: “Se continueranno gli irresponsabili tatticismi elettorali che hanno messo in crisi il campo progressista, se persisterà la grave tentazione di snaturare politicamente il fronte dell’alternativa al centrodestra, noi non sacrificheremo l’esigenza di contribuire alla costruzione di una proposta forte e convincente che sappia ridare speranza alle siciliane e ai siciliani e che sia in grado di battere le destre”. Per l’alternativa è La Vardera.
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