Verso Marsala 2026: cosa si muove tra candidature e strategie
L'ultima settimana di agosto è anche il periodo conclusivo di riposo per tutti i soggetti politici che si cimenteranno alle amministrative di Marsala della prossima primavera.
I candidati alla guida della città, ad oggi, sono: il primo cittadino uscente Massimo Grillo, che nella sindacatura ormai al tramonto si è cimentato nella strategia del divide et impera ed è alla ricerca del supporto dei partiti del centrodestra. Anche perché, dei pochi consiglieri comunali rimasti fedeli al suo progetto, solo quattro hanno un peso elettorale consistente: Sturiano, Gerardi, Ferrantelli e Di Girolamo. Gli altri tre, facendo il “conto della serva”, contano poco più di mille voti. Più che lealtà, in questi casi, è stato un do ut des: Presidenza del Consiglio più tre assessorati. Inoltre, Sturiano in testa, nessuno di loro abbraccerà un candidato considerato sicuramente perdente.
Nell’alveo del centrodestra ha dato la sua disponibilità al deputato regionale Pellegrino, Salvatore Ombra, il quale però non gode di consenso unanime nella coalizione. Infatti, la DC gradisce Fici, e anche a Grande Sicilia non dispiace. La Patti sembra una protagonista di Sei personaggi in cerca d’autore, in attesa che qualcuno le dia una forma e la faccia vivere politicamente in un’alleanza competitiva, ossia che le porti consensi. Rumors raccontano che la Ingianni di AVS non goda di particolare appeal per l’ex assessora di Tranchida.
Infine Curatolo che, pur essendo uomo di centrodestra, ha preso le distanze non firmando il documento, la cui ratio è la formazione di un’alleanza contro Grillo.
La storia elettorale degli ultimi 30 anni in città ci ha raccontato che il voto d’opinione è molto esiguo e che esistono “patronati” del consenso: chi ha votato X continuerà a farlo, idem per Y e Z, indipendentemente dal partito o movimento. Chi si affaccia per la prima volta al confronto nell’urna, per non sottomettersi alla logica dei portatori di voti, deve essere credibile per il 38% degli astenuti.
Ovviamente, di programma — tranne qualche timido accenno — neanche a parlarne. Eppure ci sono 4-5 dossier vitali che necessitano risposta:
- Marsala Schola, la cui “morte giuridica” è prevista l’anno prossimo. È già all’ordine del giorno del consiglio comunale la sua trasformazione in Marsala Servizi al N.O. 6, con tutte le conseguenze del caso.
- Il contratto dei rifiuti, in scadenza a ottobre, per cui esiste già un’idea sul nuovo piano.
- Trasporto pubblico, con l’intenzione di esternalizzarlo.
- Turismo e cultura: lo Stagnone, la riqualificazione dell’Isola La Scuola, l’utilizzo dell’ex chiesa di San Giovannello e dell’Itriella, il recupero dei portali delle chiese di San
- Michele e San Leonardo (che ne testimoniano l’esistenza e potrebbero creare un percorso artistico-religioso collegato anche al Santuario della Madonna della Cava), fino alla chiesa del Collegio dei Gesuiti che dovrebbe ospitare gli Arazzi Fiamminghi, progetto proposto dall’ex assessore Arturo Galfano.
Ad oggi, si ripete, sui programmi silenzio quasi assoluto. Con il rischio che, alla fine, vengano propinati quelli in ciclostile.
Vittorio Alfieri
Vittorio Alfieri
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