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27/08/2025 16:44:00

Acrobati e clown da tutto il mondo al festival “Naviganti” di San Vito Lo Capo

San Vito Lo Capo cambia ritmo e, per tre giorni, affida strade e piazze agli artisti di strada. Da giovedì 4 a sabato 6 settembre torna “Naviganti”, il buskers festival che porta nel borgo trapanese acrobati, giocolieri, clown, saltimbanchi e compagnie di circo contemporaneo.

La manifestazione arriva alla quarta edizione ed è organizzata dall’associazione Cantiere 7, con il sostegno del Comune di San Vito Lo Capo e la direzione artistica di Riccardo Strano. Gli spettacoli saranno gratuiti e animeranno quattro luoghi del paese: piazza Santuario, piazza Marinella, lungomare del Cous Cous e piazza Girolamo Cusenza.

Saranno circa quaranta gli artisti coinvolti, con presenze anche internazionali. In programma ventiquattro repliche, pensate per un pubblico ampio, dai bambini agli adulti, dai residenti ai turisti che in quei giorni attraverseranno il centro e il lungomare.

Il festival usa una formula semplice e molto efficace: portare lo spettacolo fuori dai luoghi tradizionali, senza palchi separati o platee rigide. Ogni angolo può diventare scena, ogni passante può fermarsi e diventare pubblico.

È questa la forza dell’arte di strada. Non chiede distanza, non impone formalità, non seleziona gli spettatori. Arriva nello spazio pubblico e lo modifica, anche solo per pochi minuti. Una piazza diventa teatro, un marciapiede diventa pista, un gruppo di persone raccolte in cerchio diventa comunità provvisoria.

“Naviganti e le arti di strada hanno un grande valore culturale”, afferma il direttore artistico Riccardo Strano. “Ancora una volta la città di San Vito Lo Capo apre le porte all’arte di strada perché crede nella sua grande capacità di creare momenti di scambio, dialogo e inclusione a disposizione di tutti e tutte”.

Strano sottolinea anche la dimensione partecipativa degli spettacoli: pubblico e artisti si incontrano, si contaminano, costruiscono insieme la riuscita della performance. È un elemento decisivo, perché il teatro di strada vive di relazione diretta. Non c’è una quarta parete da difendere. C’è un contatto continuo, fragile e imprevedibile.

Per San Vito Lo Capo, località conosciuta soprattutto per il mare, il paesaggio e i grandi eventi estivi, Naviganti rappresenta anche un modo diverso di abitare il turismo. Non solo spiaggia e consumo veloce, ma spazio pubblico attraversato da linguaggi creativi, accessibili e gratuiti.

La presidente di Cantiere 7, Sheila Melosu, parla del festival come di un progetto collettivo: “Ogni anno la comunità sanvitese si stringe attorno all’arte, e grazie all’entusiasmo dei giovani volontari e volontarie riesce a trasformarsi in un’esperienza ancora più viva”.

Il ruolo dei volontari è una delle chiavi della manifestazione. Dietro l’immagine leggera degli spettacoli c’è un lavoro organizzativo fatto di accoglienza, cura degli spazi, rapporto con gli artisti, gestione del pubblico. Melosu lo definisce “un laboratorio di emozioni, di partecipazione e di sogni condivisi”, capace di dare spazio ai giovani e alla loro energia.

Tra gli spettacoli annunciati c’è il “Circo Bottoni”, protagonista del grande cabaret di apertura. “Billy the chicken show!” porterà in scena circo e teatro di strada con giocoleria, equilibrismo e comicità fisica. Il “Duo Bau Show” proporrà invece un cabaret circense fatto di gag, hula hoop, verticalismi e acrobazie.

Arriverà dalla Finlandia la Käpy Company con “Con grandi stivali”, spettacolo di circo contemporaneo adatto a tutta la famiglia, costruito attorno al tema della ricerca della propria strada nella vita, tra corda molle, verticali e acrobazie aeree.

La compagnia Nudimascalzi presenterà “Apologia dell’armadio”, liberamente ispirato a “La profezia dell’armadillo” di Zerocalcare. Uno spettacolo che mette in scena il confronto con la propria coscienza e con il tentativo, spesso impossibile, di mettere ordine nella vita.

Spazio anche a “Miniminaggi” di Salvatore Cappello, lavoro poetico che intreccia ricordi d’infanzia, tradizione dei cantastorie siciliani e acrobazia. Tommaso Mirabella porterà invece “Atto scemo in luogo pubblico”, spettacolo clownesco e imprevedibile, costruito su numeri pericolanti, abilità inattese e ribaltamenti della realtà quotidiana.

Il programma mostra bene la varietà del festival. Non solo giocoleria o intrattenimento per famiglie, ma circo contemporaneo, teatro fisico, racconto, musica, comicità, memoria popolare e sperimentazione.

È un equilibrio non sempre facile. L’arte di strada può essere letta superficialmente come semplice animazione. Naviganti prova invece a mostrarne la dimensione culturale: la capacità di portare nelle piazze linguaggi diversi, di coinvolgere pubblici che forse non entrerebbero in teatro, di creare momenti di ascolto e stupore nello spazio ordinario della città.

La scelta della gratuità rafforza questa direzione. Tutti possono fermarsi, guardare, partecipare. In un periodo in cui l’accesso alla cultura è spesso condizionato da costi, abitudini e distanze sociali, un festival di strada restituisce alla piazza una funzione democratica.

San Vito Lo Capo, per tre giorni, diventerà così un grande palcoscenico diffuso. Le piazze e il lungomare ospiteranno spettacoli che vivono di prossimità, sorpresa e relazione con il pubblico.

Il mare resterà sullo sfondo, ma il centro della scena saranno i corpi degli artisti, le loro acrobazie, la comicità, la musica, il gioco e quella capacità rara di trasformare un luogo familiare in qualcosa di inatteso.

Naviganti torna con questa promessa: far guardare San Vito Lo Capo con occhi diversi, non solo come meta turistica, ma come comunità che per qualche giorno si raccoglie attorno all’arte e lascia che la strada diventi teatro.

Ines D’Orazio