La commozione per la morte del prof Renato Lo Schiavo, un faro della cultura trapanese
Trapani perde uno dei suoi riferimenti più profondi con la scomparsa del professore Renato Lo Schiavo, morto a 70 anni dopo una lunga malattia. Uomo colto, gentile, acuto, ironico, è stato per decenni uno dei volti più luminosi della scuola trapanese e della cultura cittadina. Ma sarebbe riduttivo chiamarlo solo "docente": per generazioni di studenti, colleghi, amici, Lo Schiavo è stato un maestro d’anima, capace di trasmettere non solo il fascino della classicità ma anche valori di bellezza, libertà, ricerca, impegno civile.
Storico insegnante di Latino e Greco al Liceo Classico Ximenes, Lo Schiavo ha saputo tenere viva la passione per il mondo antico, facendone uno specchio per leggere il presente. Raffinato studioso, ha portato avanti ricerche su Marettimo (che per lui era la vera Itaca dell’Odissea), sulla scuola trapanese dell’Ottocento, su figure come Giovanni Gentile e Samuel Butler. È stato autore di pubblicazioni colte ma accessibili, sempre animate da uno sguardo originale e anticonvenzionale. Memorabile, tra le altre, la sua lettura in chiave femminista dell’Odissea, anticipando molte riflessioni contemporanee.
Non era solo un professore. Era un animatore culturale instancabile, promotore di laboratori teatrali e musicali che hanno reso la scuola uno spazio vivo, creativo, umano. Le sue messinscene di Plauto, le mostre fotografiche, i progetti con la Biblioteca Fardelliana, gli eventi in cui riusciva a far dialogare arte, storia e politica… tutto in lui era tensione gentile verso la conoscenza e la bellezza. Ha collaborato con università italiane e straniere, formato docenti, e fino all’ultimo è rimasto legato alla sua scuola, dove tornava anche dopo la pensione, "solo per un saluto".
Il dolore della comunità è profondo. L’Istituto Fardella-Ximenes lo ha ricordato come «una persona di grande umanità che ha lasciato un segno indelebile nella nostra comunità». L’Anpi di Trapani, con cui Lo Schiavo ha collaborato come relatore, ha sottolineato le sue «radici antifasciste salde e naturali, la passione civile, l’impegno nel tramandare memoria storica e spirito critico».
Commosso anche il ricordo dello scrittore Giacomo Pilati:
“Trapani perde uno dei suoi nobili alfieri che dell’arte della gentilezza e del generoso confronto ha magnificato l’impresa culturale… Grazie di tutto Renato. Noi continuiamo a resistere. Nonostante tutto”.
E ancora le parole di Teresa Stefanetti, che ha voluto ricordare il suo sguardo profondo attraverso il libro Frammenti di perduto amore, e quello dell’amico Vito Vaccaro, che ha ringraziato il Professore per aver raccontato con passione Marettimo/Itaca e le sue connessioni con Butler e il mondo classico.
Ma sono soprattutto gli ex alunni e colleghi a tratteggiare il vero ritratto:
“Ci ha insegnato a pensare, a sentire, a rispettare”, scrive qualcuno. “Nei suoi laboratori ci siamo sentiti parte di qualcosa di vero”. “Non si usciva dalle sue lezioni uguali a prima”. “Un pezzo della nostra storia se ne va con lui”.
Lo Schiavo ha sempre vissuto la scuola come luogo di libertà e consapevolezza, non come un contenitore sterile. La sua figura mancherà enormemente in un tempo in cui la scuola, la cultura, il pensiero critico sembrano sempre più marginalizzati.
I funerali si terranno lunedì 8 settembre alle 9.30 nella Cattedrale di Trapani. La camera ardente è allestita presso l'agenzia funebre Occhipinti.
Trapani non perde solo un insegnante, ma un custode della sua anima. Un uomo che ha attraversato generazioni lasciando una traccia luminosa.
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