Clima di mobilitazione all’interno del carcere “Pietro Cerulli” di Trapani. Domani, a partire dalle 16.30, si terrà un’assemblea con tutto il personale di Polizia Penitenziaria convocata dalle organizzazioni sindacali di categoria per discutere le modalità della manifestazione in programma venerdì 19 settembre, sempre alle 16.30.
A lanciare l’iniziativa sono i rappresentanti territoriali delle principali sigle sindacali – Gaspare D’Aguanno (Sappe), Manlio Pisciotta (Sinappe), Fausto Caruso (Osapp), Vito La Torre (UilPa), Arcangelo Poma (Uspp) e Dario Schifano (Fns Cisl) – che denunciano una situazione divenuta, a loro dire, “non più accettabile”.
Secondo i sindacati, da oltre dieci anni l’organico operativo risulta falsato: ben 22 unità di polizia penitenziaria sono impegnate in servizi di scorta e tutela, con la conseguenza di una carenza strutturale di agenti all’interno dell’istituto. “Meno significa meno poliziotti assegnati – spiegano – e questo, insieme al deperimento delle strutture, alla mancanza di un vero reparto isolamento e all’assenza di un direttore titolare, rende la situazione critica”.
I rappresentanti delle sigle sindacali ricordano inoltre di aver già portato le proprie istanze lo scorso 30 luglio direttamente al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, incontrando il Capo e il Vice DAP Stefano De Michele e Massimo Parisi, oltre che i vertici del personale e il Provveditore Maurizio Veneziano. Un appello rivolto anche al prefetto di Trapani.
“Molti dei nostri Segretari Generali e Regionali – concludono – hanno sostenuto la posizione assunta a livello locale. Ora chiediamo risposte concrete, perché la condizione del carcere di Trapani non può più essere ignorata”.
La protesta di venerdì 19 settembre sarà dunque il primo banco di prova di una vertenza che potrebbe assumere dimensioni più ampie se non arriveranno segnali dal Ministero e dal DAP.