Marsala da cartolina… ma il francobollo è scaduto. Potrebbero scrivere questo i cittadini che non riescono a vivere la città e non si lamentano nemmeno. Perché al brutto e al trasandato ci si abitua, si normalizza e forse conviene un po' a tutti.
Ma le città non si decantano, si vivono e si apprezzano in ogni angolo, non si parla solo di tramonto, mare, cibo, bellezza naturale. Lo sappiamo. Servono sempre, e non solo nelle occasioni “blindate”, spazi e piazze curate, parchi attrezzati, giardini accessibili e un lungomare che inviti a camminare, correre, andare in bici o semplicemente respirare. Quali sono le politiche “verdi” di questa attuale amministrazione? Non si sa e soprattutto non si vedono. C’è un piano verde urbano?
Le promesse di manutenzione costante del verde e delle fontane di città non si sono trasformate in realtà. Basta uscire di casa per rendersene conto: bastano gli occhi. C’è un programma di manutenzione per gli alberi secolari della villa Cavallotti? C’è la volontà di consegnare ai bambini giochi utilizzabili e non danneggiati? Per una città che vuole definirsi turistica e orientata alla qualità della vita, è un biglietto da visita importante.
Le piazze
Le domande sarebbero davvero tante, ma le piazze cittadine dovrebbero riscoprire la potenza della socialità, luoghi di incontro e non di micro babygang o peggio piazze dello spaccio. Sembra banale ma non lo è, quelle piazze devono ritrovare la potenza di una identità cittadina, della inclusività ma non diventare luoghi di paura. E’ lì che le generazioni si incontrano, è lì che le culture e le nazionalità diverse imparano a confrontarsi e ad accogliersi.
Lungomare: un potenziale enorme, sfruttato male
Mazara del Vallo, a pochi km da Marsala, ha sempre avuto un forte rapporto con il mare, la nostra città no. I mazaresi amano il lungomare, ci vivono in estate e in inverno, è parte della loro vita.
E il Lungomare che dovrebbe essere il simbolo della città, cuore pulsante della vita comunitaria, risente di una visione frammentaria, con interventi occasionali e non collegati tra loro. La pista ciclabile è stata un’opera messa lì senza alcuna interazione e visione, le piante invadono i marciapiedi, l’illuminazione è scarsa o assente. È come se la città voltasse le spalle al mare invece di abbracciarlo.
Anche il Monumento ai Mille, seppure ancora non sia stato consegnato alla città, rischia di essere l’ennesimo rifacimento di un opera che non si innesta bene con ciò che c’è intorno. Eppure tutto il Lungomare dovrebbe essere lo spazio più attrezzato della città, per anziani e bambini, per cani e per vacanzieri, per cittadini che semplicemente decidono di viverla e bene Marsala.
E allora perché non pensare ad un’area sportiva pubblica per chi, ad esempio, non può permettersi un abbonamento in palestra? E poi ancora pure un playground per bambini con pavimentazione antitrauma.
E’ così difficile pensare a eventi stagionali di qualità, in collaborazione con cantine e associazioni per wine tour sul lungomare? C’è un progetto di rinaturalizzazione della fascia costiera e del contrasto al degrado? Sulla carta forse.
Il verde è sviluppo, salute, economia
Dicono sempre che non c’è il personale, ed è vero. Ma raccontarlo va bene ai cittadini non a chi amministra, che è chiamato invece a porre soluzioni.
Avere spazi verdi urbani e suburbani è migliorare la qualità della vita di tutta la comunità, intanto si impatta anche sulla qualità dell’aria, si riduce il caldo urbano, si aumenta il valore degli immobili, si favorisce il turismo sostenibile e la socialità.
E’ un dovere investire in verde, avere un piano strategico e non occasionale. Sono previste nuove piantumazioni? Anche qui gli interventi sono a spot e stop. E sia chiaro che per verde pubblico non si intendono solo le aiuole, ma luoghi per vivere, un giardino pubblico dovrebbe essere un luogo in cui fermarsi, dove ci sono panchine all’ombra per leggere un libro o pranzare all’aperto, un buon livello di pulizia e manutenzione, fontanelle e aree gioco moderne, wi-fi pubblico: piccoli servizi che rendono grande un luogo.
Oggi non è così. I piccoli giardini marsalesi non hanno un vero piano di gestione: mancano manutenzione costante , pulizia, sicurezza. Le fontane sono sempre sporche e mai funzionanti. Il risultato è che i cittadini non li percepiscono come luoghi accoglienti, e finiscono per evitarli.
Le città più moderne e green d’Europa hanno un obiettivo chiaro: portare la natura vicino alle persone. Perché il verde è benessere collettivo.