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07/11/2025 06:00:00

Antonini presenta due “fatture” al Comune di Trapani. Ma non sono vere fatture

Non si ferma la saga del Palasport di Trapani. Dopo l’avvio del procedimento di revoca della concessione firmato dal Comune, Valerio Antonini rilancia a modo suo: pubblica sui social due documenti con cui chiede al Comune di Trapani quasi 2,5 milioni di euro per i lavori di ristrutturazione e ammodernamento del “Pala Shark”.

Lo fa con il suo consueto tono provocatorio:

“Caro Sindaco, ora ti tocca pagare. Non vorrai certo essere denunciato per indebito arricchimento? Io vado via, ma tu paga! E se non pagherai, tra sette giorni partiranno i decreti ingiuntivi”.

Le due carte, intestate rispettivamente a Trapani Shark Srl e Sport Invest Srl, riportano importi di 997 mila euro e 1 milione e 457 mila euro, per un totale di circa 2 milioni e mezzo di euro. Ma, a guardarle bene, presentano più di un’anomalia.

Innanzitutto, non sono vere fatture, ma semplici fatture pro forma, cioè bozze di richiesta di pagamento senza alcun valore fiscale o contabile.
In secondo luogo, non contengono riferimenti a contratti, appalti o determine di spesa, né riportano i codici CIG o CUP, obbligatori per qualsiasi pagamento da parte di una pubblica amministrazione.

Non solo: in entrambe compare un dettaglio curioso — al posto dell’IBAN, necessario per l’accredito, compare la sigla “BAN”. Un errore che, al di là dell’ironia, testimonia l’improvvisazione con cui l’operazione è stata condotta.

Dal punto di vista amministrativo, il Comune di Trapani non potrebbe comunque procedere al pagamento, anche se volesse. Il D.M. 55/2013 stabilisce infatti l’obbligo di fatturazione elettronica per tutte le operazioni economiche verso la Pubblica Amministrazione. Le fatture devono essere trasmesse tramite il Sistema di Interscambio (SdI), che le valida e le registra prima che l’Ente possa liquidarle.

L’emissione di documenti “pro forma” o di fatture per operazioni inesistenti, oltre a non avere efficacia contabile, può configurare un reato ai sensi della normativa tributaria.

Antonini, tuttavia, usa la pubblicazione delle due “fatture” come una mossa politica e mediatica, più che amministrativa: una forma di pressione, o di sfida aperta, nei confronti del sindaco Giacomo Tranchida, che ha appena disposto l’avvio della revoca della concessione del Palazzetto per perdita dei requisiti legali della società.

Il Comune, nel frattempo, tace sul fronte ufficiale ma ha già chiarito che nessuna somma può essere liquidata senza rendicontazioni certificate, quietanze di pagamento e autorizzazioni preventive per i lavori eseguiti.
E al momento, di tutto questo, nei documenti pubblicati da Antonini, non c’è traccia.

 

A corredo della pubblicazione delle due “fatture”, Antonini ha diffuso anche un ulteriore messaggio, nel quale prova a fornire — a modo suo — una spiegazione “tecnica” dell’operazione. Una spiegazione che, più che chiarire, conferma la confusione in cui si muove l’imprenditore.

Scrive Antonini:

“La fattura fiscale con importi così elevati, se non pagata, genera IVA rilevante, addirittura tra le due inviate al Comune di Trapani e quella inviata al LTC quasi 800 mila euro, che le società del gruppo dovranno poi rimborsare. Evidentemente, conoscendo i nostri amici, non pagheranno mai ora a prima richiesta, e abbiamo emesso le pro forma come assolutamente consentito, con numerazione 1 sia per Shark che per Sport Invest, perché le prime pro forma emesse nel 2025 (qualche disturbato ha fatto anche rilievo su questo!!), ma tra sei giorni da oggi, emetteremo le fatture definitive fiscali e presenteremo il decreto ingiuntivo”.

Una spiegazione che lascia più dubbi che certezze.
In realtà, le “pro forma” non producono IVA e non hanno alcun effetto fiscale fino alla successiva emissione della fattura elettronica. La pretesa di un pagamento “entro sei giorni”, senza un contratto o una rendicontazione approvata, appare del tutto fuori da ogni prassi contabile e amministrativa.

L’idea di utilizzare documenti “pro forma” come leva per annunciare decreti ingiuntivi, poi, sfiora l’assurdo giuridico: un decreto può essere chiesto solo su crediti certi, liquidi ed esigibili, cioè su fatture vere, verificate e accettate dal destinatario.
Qui, invece, siamo nel campo della propaganda — un messaggio indirizzato più al pubblico dei tifosi e degli elettori di “Futuro” che agli uffici del Comune.

 

DEFERIMENTO.  Nuovo deferimento per il Trapani Calcio. La Procura Federale ha deferito la società granata e i suoi dirigenti per gravi violazioni amministrative: mancati pagamenti di stipendi, Irpef e Inps, dichiarazioni non veritiere e bonifici effettuati da conti non autorizzati. Contestata anche la recidiva. A rischio nuove penalizzazioni. L'articolo completo su Tp24: https://www.tp24.it/2025/11/06/calcio/nuovo-deferimento-per-il-trapani-calcio-la-procura-segnala-violazioni-amministrative/225645

 

CASO STADIO. Dopo gli insulti e le minacce di Antonini, arriva la risposta del presidente del Libero Consorzio, Salvatore Quinci: niente polemiche, solo fiducia nella giustizia. “La politica resti fuori. Sarà la legge a valutare ogni aspetto.”

 Tutto su Tp24: https://www.tp24.it/2025/11/06/istituzioni/caso-stadio-il-presidente-quinci-ad-antonini-la-politica-resti-fuori-parli-la-legge/225639

 



Economia | 2026-02-13 16:09:00
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