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12/11/2025 19:00:00

De.Co., una precisazione: «Non sono marchi di qualità ma atti d’identità dei Comuni»

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Nino Sutera, esperto di valorizzazione territoriale e ideatore del progetto Borghi GeniusLoci De.Co., che interviene a seguito del nostro articolo sulle Denominazioni Comunali d’Origine (De.Co.) per chiarirne la natura e il significato.

 

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Gentile Direttore,

ho letto con interesse il vostro articolo sulla De.Co., ma ritengo opportuno offrire una precisazione. Spesso, infatti, si tende a fraintendere la natura di questo strumento, scambiandolo per un marchio di qualità o una certificazione simile alle D.O.P. o I.G.P. In realtà la De.Co. non è un marchio né uno strumento di tutela commerciale, bensì un atto politico e culturale con cui il Comune riconosce formalmente il legame tra un prodotto, una tradizione o un sapere artigiano e la propria comunità.

Come ricordava Luigi Veronelli, ideatore del progetto, «attraverso una semplice delibera il Sindaco certifica la provenienza di ogni prodotto della sua terra». Le De.Co. nascono per difendere e valorizzare le identità locali, non per disciplinare la qualità dei prodotti o introdurre nuovi vincoli di mercato.

La nota ministeriale del 5 febbraio 2004 del Ministero delle Politiche Agricole ribadiva che i Comuni non possono istituire “marchi” di qualità in concorrenza con i riconoscimenti comunitari (D.O.P., I.G.P., ecc.). Per questo, nel 2005, a seguito del convegno di Alessandria, le Denominazioni Comunali di Origine si sono trasformate in semplici Denominazioni Comunali, intese come censimenti identitari e attestazioni di appartenenza territoriale.

Come spiegava anche l’allora ministro Gianni Alemanno, le De.Co. «devono essere uno stimolo, una semplice delibera, che censisce un bene identitario legato all’artigianità o alla vocazione agricola di un Comune».
In altre parole, la De.Co. è una carta d’identità del territorio, non una certificazione di qualità.

A livello economico non comporta vantaggi diretti, ma può diventare un formidabile strumento di marketing territoriale, di riconoscimento turistico e di orgoglio civico. Serve a far conoscere, custodire e trasmettere ciò che rende unico un territorio: le tradizioni, i prodotti, i saperi.

È con questo spirito che è nato il progetto Borghi GeniusLoci De.Co., ideato dalla Libera Università Rurale Saper&Sapor e riconosciuto come esperienza virtuosa dal Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio.
Un modello che fonda la De.Co. sui cinque principi essenziali: Territorio, Tradizioni, Tipicità, Tracciabilità e Trasparenza.

La De.Co. è dunque un atto politico e culturale nelle prerogative del Sindaco, uno strumento per difendere e valorizzare l’identità dei luoghi e le radici delle comunità.

Cordialmente,
Nino Sutera
(ideatore del progetto “Borghi GeniusLoci De.Co.”)