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17/11/2025 16:20:00

Inchiesta appalti in Sicilia: l'ex autista di Cuffaro respinge le accuse

È durata poco più di un’ora l’audizione di Vito Raso, ex autista e storico uomo di fiducia di Totò Cuffaro, ascoltato dal gip di Palermo nell’ambito dell’inchiesta che ipotizza un sistema di appalti e concorsi pilotati all’interno della pubblica amministrazione siciliana.

 

All’uscita dagli uffici giudiziari, Raso si è mostrato provato ma deciso nel respingere ogni addebito. «Mi contestano cose che non esistono – ha detto – una montagna di carte che non ha nulla a che fare con me. È un’accusa pesante, infamante, ma la verità verrà fuori». Con quello di oggi si è chiuso il giro di interrogatori richiesto dal giudice per le indagini preliminari, chiamato ora a valutare la richiesta di arresti domiciliari avanzata dalla Procura per tutti i 18 indagati.

 

Nel fascicolo compaiono, oltre a Raso e all’ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro, funzionari pubblici, imprenditori e l’ex ministro Saverio Romano. Secondo gli inquirenti, il gruppo sarebbe stato in grado di condizionare l’esito di gare pubbliche, procedure concorsuali e perfino la scelta dei vertici sanitari regionali.

 

Un quadro che la difesa di Raso definisce “privo di fondamento”, mentre le posizioni di tutti gli indagati saranno ora oggetto della valutazione del gip, che nelle prossime settimane dovrebbe pronunciarsi sulle misure cautelari.

L’inchiesta, che ha acceso un nuovo faro sui rapporti tra politica, burocrazia e sanità in Sicilia, è ancora nella fase delle verifiche, ma il confronto con gli indagati potrebbe incidere sulle decisioni dei magistrati.