Marsala, l'allarme: "Un gruppo semina paura. Spaccio, aggressioni e intimidazioni"
Una lunga e dettagliata segnalazione, inviata alla nostra redazione da una donna marsalese, riaccende i riflettori su una zona grigia della città dove – secondo la sua ricostruzione – si muoverebbe un gruppo di individui già noto alle forze dell’ordine per vecchie vicende di droga e violenza. Un racconto che, nel suo insieme, restituisce l’immagine di una serie di episodi inquietanti, avvenuti in quartieri diversi, e che hanno prodotto un clima di forte preoccupazione tra i residenti.
La donna, che si presenta come madre di famiglia, parla di un timore crescente: “Noi abbiamo paura perfino a uscire con i bambini. Tutti sanno chi sono queste persone. Solo chi non vuole vedere, non vede”.
Il gruppo, le perquisizioni e lo spaccio: “Nulla è cambiato”
Il riferimento iniziale è a un gruppo di giovani già coinvolti in una perquisizione mesi nella zona della Chiesa di San Matteo, dove erano state trovate sostanze stupefacenti. “Dopo due giorni – sostiene la donna – tutto è ricominciato come prima”.
Secondo la segnalazione, le stesse persone “gestivano lo spaccio in centro” e avrebbero assunto un ruolo in un gruppo ultras, circondati da ragazzi molto giovani.
L’aggressione a Sappusi.
Il racconto più recente riguarda i tafferugli esplosi a Sappusi qualche giorno fa.. Un episodio che ha richiesto l’intervento delle forze dell'ordine,
“Alcuni elementi del gruppo – afferma la cittadina – con il volto coperto si sono scagliati contro l’abitazione di un uomo, distruggendo tutto. La madre dell’uomo si è sentita male ed è stata portata in ospedale”.
L’incendio alla pescheria del Mercato Ittico
La donna collega alle stesse persone anche l’incendio appiccato tempo fa a una pescheria del Mercato Ittico, per cui sono stati arrestati due esecutori. “Ma dietro – sostiene – ci sarebbero sempre loro”.
Incendi, risse, armi sequestrate: “Un’escalation”
Il messaggio elenca anche episodi più lontani: – l’incendio alla casa di una donna in campagna, “per liti familiari”; – un grave fatto del 2012, quando “il padre di uno di loro sparò al nipote ad Amabilina”; – la gestione di “un centro scommesse con tanto di spaccio”; – il controllo di un chiosco estivo nella zona nord di Marsala: “E hanno dato fuoco ai loro rivali”.
La cittadina cita persino un episodio in una casa abbandonata vicino Sappusi, dove “furono sequestrati armi, soldi e droga” ma senza un responsabile individuato.
“La città ha paura. Fermateli prima che accada qualcosa di grave”
Il messaggio culmina con una richiesta esplicita alle istituzioni: “Le forze dell’ordine devono intervenire contro i veri responsabili. Non basta fermare i ragazzini che mandano avanti loro. A Marsala tutti sanno chi sono e cosa fanno. Noi abbiamo paura. Abbiamo bisogno che lo Stato ci protegga”.
Una fotografia inquietante, ma da verificare
La segnalazione è lunga, circostanziata e tocca numerosi episodi – alcuni noti alle cronache, altri no – che descrivono una zona di città afflitta da una microcriminalità organizzata, quasi strutturata, capace di muoversi tra spaccio, intimidazioni, incendi e gestione di gruppi giovanili.
È importante sottolineare che si tratta di una testimonianza, non di un atto giudiziario. Molti degli episodi citati sono effettivamente oggetto di indagini negli ultimi anni; altri restano affermazioni tutte da verificare, che la nostra redazione riporta come segnalazioni dei residenti.
Il filo rosso, però, è chiaro: c’è un pezzo di Marsala in cui alcuni cittadini avvertono da tempo un clima di intimidazione e impunità.
E, come sempre, noi raccogliamo, verifichiamo, raccontiamo. Anche quando fa rumore. Anche quando fa paura.
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