Repulisti, è quello che ha fatto il governatore Renato Schifani nelle ultime due settimane.
Via la DC non solo dagli assessorati – i due non erano nemmeno indagati, si tratta di Nuccia Albano, alla Famiglia, e di Andrea Messina, agli Enti Locali – ma ora anche fuori dai sottogoverni.
Via dai vertici di Iacp, Consorzi universitari ed Enti parco. La DC di Totò Cuffaro non toccherà più palla.
I nomi
Giuseppe Ferrarello, sindaco di Gangi, avrebbe dovuto guidare il Parco delle Madonie, indicato proprio dalla DC.
Nenè Mangiacavallo non guiderà il Consorzio universitario Empedocle di Agrigento, al momento la nomina è sospesa.
Gero Valenza, segretario provinciale della DC nel Nisseno, avrebbe dovuto guidare l’Istituto autonomo case popolari di Caltanissetta: è assente dall’elenco delle nomine portate in giunta. Facile pensare che possa saltare proprio perché espressione della DC.
Le nomine “sospese”
Anche i nomi espressi dal deputato nazionale Saverio Romano (Noi Moderati) sono rimasti senza ratifica ufficiale.
Tra questi, l’ex senatrice Maria Pia Castiglione, indicata per guidare il Consorzio universitario di Trapani.
Un altro nodo riguarda l’ASP di Palermo: a guidarla potrebbe essere ancora Alberto Firenze, nome sostenuto da alcuni deputati di Forza Italia. Tuttavia, l’iter della nomina pare bloccato, legato alla posizione di Salvatore Iacolino, direttore della Pianificazione strategica dell’Assessorato regionale alla Salute, che i meloniani vorrebbero fuori.
35 milioni per il personale regionale
La Commissione Bilancio dell’ARS ha approvato l’emendamento del governo regionale alla prossima manovra finanziaria, che destina quasi 35 milioni di euro al rinnovo del Contratto collettivo regionale di lavoro 2025-2027 per il personale della Regione Siciliana.
Il presidente Schifani ha incontrato a Palazzo d’Orléans i rappresentanti delle organizzazioni sindacali della Funzione pubblica, illustrando lo stanziamento previsto nella legge di stabilità.
Ha parlato di un momento positivo per l’Isola:
“Il bilancio è in attivo, le entrate aumentano e abbiamo bisogno dell’impegno di tutti per trasformare queste risorse in crescita e sviluppo.
La Regione si fonda sui suoi dipendenti, il loro lavoro è fondamentale per essere pronti ed efficienti di fronte alle sfide che ci attendono.
Ed è per questo che, dopo due rinnovi del contratto collettivo di lavoro del comparto in poco più di un anno, nel Bilancio 2026-2028 stiamo stanziando fondi per il prossimo contratto.
Un obiettivo che porterà i nostri dipendenti allo stesso livello dello Stato, colmando i ritardi accumulati e riconoscendo il ruolo strategico della nostra pubblica amministrazione.
Sarà la prima volta, dopo decenni di blocco, che la Regione avrà un contratto rinnovato nei tempi di vigenza”.
La Presidenza della Regione ha anche accolto l’appello dei sindacati e si è impegnata a sollecitare ARAN Sicilia per avviare il confronto sul rinnovo del contratto dei dirigenti regionali, ancora fermo al 2019-2021.
“Sul tema, il nostro impegno è massimo – ha aggiunto Schifani – Il lavoro in Regione deve tornare a essere attrattivo.
Vogliamo che i giovani desiderino lavorare qui.
Mi auguro che questi segnali di attenzione da parte del mio governo portino nei nostri dipendenti un nuovo senso di appartenenza e orgoglio per il ruolo che svolgono, fondamentale per i cittadini e per le imprese della nostra Isola”.