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Dopo il video-denuncia diffuso a fine anno dal quartiere Villa Rosina, con accuse di inerzia e sprechi d’acqua in una città alle prese con l’emergenza idrica, arriva la risposta del sindaco di Trapani Giacomo Tranchida, che interviene per fare chiarezza su una vicenda definita «annosa e tecnicamente complessa».
Il primo cittadino ricostruisce l’origine del problema: «Due anni fa una ditta subappaltatrice dell’Enel ha squarciato la condotta di Bresciana. Da lì una perdita enorme, che ci ha costretti ad attivare una procedura in danno e a chiudere la SP Erice–Mazara». Una situazione che, spiega Tranchida, ha lasciato la città senz’acqua per giorni e ha imposto interventi delicati: «Parliamo di una conduttura con una pressione idrica molto elevata, non potevamo permetterci errori o rischi per gli operatori».
Secondo il sindaco, dopo la prima riparazione la zona è rimasta a lungo monitorata con scavi aperti, perché continuavano a manifestarsi fuoriuscite sotterranee difficili da individuare. «Abbiamo effettuato verifiche a monte e video-ispezioni, senza però individuare una perdita certa sulla conduttura comunale», chiarisce, aggiungendo un elemento chiave: «In quel punto insistono due grandi condotte, quella del Comune e quella di Siciliacque».
L’unica operazione risolutiva possibile, spiega Tranchida, sarebbe una video-ispezione a valle della condotta di Bresciana, ma con una conseguenza pesante: «Bisognerebbe bloccare l’approvvigionamento idrico complessivo, non solo per Trapani ma anche per l’agro ericino». Un’ipotesi rimandata in autunno e poi accantonata a causa della grave emergenza idrica legata al fermo della diga Garcia: «Tra due mali si è scelto di sopportare il minore».
Intanto, fa sapere il sindaco, «una piccola perdita sulla rete comunale è già stata riparata», mentre resta una «strana fuoriuscita» che emerge dai canali di accompagnamento delle due condotte principali. Nell’immediato l’amministrazione intende deviare l’acqua nel canale «per evitare ulteriori danni alle colture, alle strade e alla viabilità», visto che l’acqua arriva «fino davanti alla chiesa e alle traverse limitrofe».
La ricerca definitiva della perdita, però, resta il nodo centrale. «Per quanto riguarda il Comune non abbiamo altre operazioni da fare – conclude Tranchida – e insisteremo affinché Siciliacque verifichi meglio il proprio sistema nella zona nord. Senza individuare e riparare la perdita non è possibile completare i lavori e riaprire del tutto la strada».
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