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04/01/2026 14:58:00

Tre agenti in ospedale: carcere di Trapani in fiamme, salvato un detenuto 14-bis

Mattinata di paura alla Casa Circondariale di Trapani "Pietro Cerulli". Un incendio, fumo tossico, tre agenti in ospedale. Una tragedia evitata solo grazie al coraggio della Polizia Penitenziaria, pagato sulla pelle di chi lavora ogni giorno in condizioni estreme.

È successo poco dopo le 8:40, nel reparto Tirreno. Un detenuto sottoposto al regime di sorveglianza particolare (articolo 14-bis) ha appiccato il fuoco alla propria cella, incendiando materasso e indumenti. Un gesto volontario, con un obiettivo dichiarato: ottenere un trasferimento.
In pochi istanti il reparto è stato invaso da una densa coltre di fumo nero, visibilità azzerata, aria irrespirabile.

Tre agenti della Polizia Penitenziaria sono entrati nella cella satura di fumo per salvare il detenuto e mettere in sicurezza l’area. Senza protezioni adeguate, senza alternative operative. Un intervento decisivo che ha evitato il peggio, ma che ha avuto un prezzo altissimo: tutti e tre sono stati trasportati d’urgenza al Pronto Soccorso di Trapani, sottoposti a ossigenoterapia per la grave inalazione di fumi tossici.

A denunciare l’episodio è il sindacato CON.SI.PE. Il presidente nazionale Mimmo Nicotra parla di un sistema al collasso: «Il coraggio degli agenti non può continuare a coprire le falle di un’organizzazione inadeguata».
Il nodo è chiaro: il carcere di Trapani non è strutturalmente idoneo a gestire detenuti in regime 14-bis. Mancano personale, mezzi e dotazioni di sicurezza; manca un assetto capace di fronteggiare soggetti ad alta pericolosità.

Il sindacato chiede un intervento immediato ai vertici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria: revisione della pianta organica, rafforzamento delle misure di sicurezza e tutele sanitarie per agenti esposti quotidianamente a rischi non più sostenibili.



Cronaca | 2026-01-07 14:26:00
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