Nelle ultime settimane i servizi demografici di Castelvetrano hanno subìto una serie di interruzioni che hanno reso quasi impossibile registrare nascite o rinnovare documenti. Ma dietro i guasti tecnici c’è un problema più ampio di manutenzione necessaria e che si trascina da tempo. Per questo la situazione pare essersi trasformata in un caso politico, dopo le proteste pubbliche di alcuni cittadini e la denuncia di condizioni di lavoro definite «inaccettabili» all'interno degli uffici di piazza Matteotti.
Le prime avvisaglie sono emerse il 3 dicembre scorso, quando l’Amministrazione ha segnalato un problema nel collegamento con l’ANPR, la grande banca dati nazionale che tiene insieme le anagrafi di tutti i comuni italiani. In quelle settimane lo stesso Comune ha spiegato che i rallentamenti dipendevano da «anomalie nazionali», consigliando di usare l’autocertificazione o la patente di guida per identificarsi. Un disservizio che – pare – sarebbe durato circa venti giorni, fino al 22 dicembre, quando il Sindaco Giovanni Lentini ha annunciato il ripristino del collegamento.
Tuttavia, il ritorno alla normalità tanto atteso si è scontrato quasi subito con i limiti strutturali degli uffici. Perché invece di tornare operativo, l’ufficio di piazza Matteotti sarebbe rimasto impantanato. Chi è andato lì per registrare una nascita, come ha raccontato pubblicamente il regista Giacomo Bonagiuso, si è trovato davanti a una scena diversa da quella che ci si aspetta da una pubblica amministrazione moderna e digitalizzata. Il problema, secondo le dichiarazioni del regista, pare infatti andare ben oltre il collegamento con il database nazionale o il malfunzionamento di un software.
«Piove nella struttura», scrive sui social Bonagiuso. «Il Wi-Fi è lento e insufficiente, lo stabilizzatore di corrente salta ogni istante azzerando la pratica; il software è inadeguato». E ancora: «Ho visto l'operatore inserire almeno 10 volte le credenziali e il sistema non accoglierle; cambiare computer in tre postazioni. Dopo ogni spegnimento, il software ricomincia da capo».
Una serie di disagi, raccontati sui social, che hanno innescato inevitabilmente l’ennesima polemica politica, alimentata soprattutto dal confronto tra le difficoltà degli uffici e gli investimenti del Comune per le festività natalizie. Il termine «festini», usato e ripetuto provocatoriamente di post in post, diventa così il simbolo della piccola protesta sulle priorità di un'amministrazione. Nel frattempo, la soluzione per molti è diventata quella di "emigrare". Diversi residenti di Castelvetrano hanno iniziato a rivolgersi agli uffici della vicina Campobello di Mazara per riuscire a ottenere una carta d'identità in tempi ragionevoli.
Al momento la situazione sembra essere entrata in una fase di lenta normalizzazione. Eppure la vicenda ha reso evidente quanto la transizione verso il digitale possa trasformarsi in un percorso a ostacoli se, oltre all'efficienza dei software nazionali, mancano le condizioni minime per farli funzionare: dalle connessioni stabili alla banale, ma necessaria, manutenzione degli uffici.
Daria Costanzo