È morta a 95 anni Anna Falcone, sorella maggiore di Giovanni Falcone, ucciso nella strage di Capaci. Era la primogenita di tre fratelli e, insieme alla sorella Maria, aveva contribuito alla nascita della Fondazione Falcone, diventata negli anni uno dei principali presìdi civili nella diffusione della cultura della legalità e della giustizia.
Donna riservata, lontana dai riflettori, Anna Falcone ha scelto per tutta la vita un impegno discreto ma profondo. Pochissime le sue apparizioni pubbliche, sempre misurate, sempre cariche di dignità. Eppure, il suo volto e i suoi gesti sono rimasti impressi nella memoria collettiva: come i saluti commossi dal balcone di casa ai cortei del 23 maggio, nel giorno in cui Palermo ricorda la strage di Capaci e il sacrificio del giudice Falcone, di Francesca Morvillo e degli agenti della scorta.
Negli ultimi anni aveva accettato anche un incontro dal forte valore simbolico: quello con l’ex calciatore Fabrizio Miccoli, che le aveva chiesto scusa per aver insultato la memoria del fratello in una conversazione intercettata dagli inquirenti. Un gesto accolto senza clamore, coerente con lo stile che ha sempre contraddistinto la sua vita.
Cordoglio è stato espresso dal sindaco di Palermo, Roberto Lagalla. «La scomparsa di Anna Falcone rappresenta un momento di profondo dolore per la città – ha dichiarato –. Con il suo stile riservato e la sua straordinaria dignità ha custodito e onorato la memoria del fratello Giovanni. Insieme alla sorella Maria ha sostenuto in modo silenzioso ma fondamentale la Fondazione Falcone, contribuendo alla diffusione dei valori di legalità e giustizia».
Alla sorella Maria e alla famiglia Falcone è arrivato l’abbraccio di Palermo e di un Paese che, anche grazie a figure come Anna Falcone, continua a riconoscere nella memoria un dovere civile.